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#11784 Risposta

Matteo

Buon inizio di settimana carissimi amici e amiche e buon inizio di anno, spero abbiate trascorso buonissime feste! 😉

Allora, come già anticipato vi racconto com’è andata giovedì pomeriggio con la mia prima esperienza di foratura al naso, nello specifico la narice sinistra della mia vicina quasi diciottenne che me lo chiedeva già da parecchio tempo (e anche i suoi genitori si sentivano più sicuri a farlo eseguire da me, viete le ottime “recensioni” ricevute sia da mia mamma che da Antonella per le loro orecchie). Ovviamente ho deciso di poterla accontentare soltanto dopo essermi informato a dovere (specie dal punto di vista igienico-sanitario e delle cure post-foratura) sentendomi in grado di forare attraverso la cartilagine, oltre tutto avendo già sperimentato con successo il buco all’elice fatto ad Antonella. Come ho già scritto c’era però una particolarità in questo caso: la ragazza in questione non ha mai bucato nemmeno i lobi, per lei era il suo primissimo foro senza nemmeno la minima idea di cosa comporta e pur avendole descritto tutto per filo e per segno e ben sapendo che bucare attraverso la cartilagine fa comunque abbastanza male (sono solo pochi secondi ma indubbiamente c’è da stringere un pochino i denti)… era ben determinata a procedere. Quando ho bucato la parte alta dell’orecchio di Antonella ero molto più tranquillo sapendo bene che la sua soglia di sopportazione del dolore è piuttosto alta ma questa volta era un’incognita assoluta, non vi nego che avevo un po’ di ansia. Accresciuta poi dal fatto che ad assistere al fatidico momento avevo il pubblico più numeroso di sempre: gli apprensivi (giustamente) genitori della ragazza, il suo fidanzatino (che oscillava tra il preoccupato, l’emozionato e l’ammirato) più mia mamma ed Antonella con la curiosità di chi aspetta da giorni di poter assistere all’evento. E io che, come al solito, spiego per filo e per segno ogni passaggio cercando di tranquillizzare la mia… “vittima” (o meglio “paziente”, dipende dai punti di vista 🙂 ) che si sottopone al breve supplizio per la gioia di sentirsi più carina.

Dal punto di vista tecnico non sto a ripetere i dettagli, tutto esattamente come nel caso dell’elice di Antonella (i tessuti della cartilagine auricolare e della narice sono assai simili) con ago cannula e Luan 1% gel uso chirurgico per lubrificare l’ago e agevolarne lo scorrimento col minimo trauma. Con questa tecnica il gioiellino va inserito dal dietro in avanti quando si estrae la cannula in materiale plastico che riveste l’ago, per rendere più confortevole (o meno fastidiosa) possibile questa fase. La particolarità è nel gioiellino scelto assieme ad Antonella (il nostro regalo di Natale alla ragazza): un anellino aperto in titanio che termina con una piccola pallina. Nel caso di questa prima applicazione la pallina resta nell’interno della narice senza dar fastidio, data la forma, e appare come un normale anellino fine ma in seguito la ragazza potrà anche decidere di indossarlo a rovescio, con la pallina visibile sul punto del buco e l’anellino che sale da sotto (è un tipo di anellino bello anche per il lobo, se ne trovano di diversi materiali dall’acciaio chirurgico all’oro nelle varie gradazioni di colore). Il vantaggio rispetto ad una barretta è che non se ne deve calcolare la lunghezza perché se troppo lunga dentro il naso potrebbe dar fastidio oppure essere antiestetica (troppo sporgente) sul davanti, se troppo corta invece rischierebbe di causare problemi nei primi due-tre giorni quando è normale che nella zona forata i tessuti gonfino un pochino. Questo tipo di anellino è piccolo, discreto e grazioso ma anche perfetto per assorbire il gonfiore della primissima fase.

Ma torniamo all’attimo fatidico della foratura: avevo avvisato la ragazza che le avrebbe fatto un po’ male per qualche istante e che probabilmente le sarebbe scesa una “scenografica” lacrimuccia e questo non per il dolore ma per le terminazioni nervose della narice direttamente cnnesse ai dotti lacrimali (cosa puntualmente avvenuta). Dopo averle fatto mangiare un pochino di cioccolata per evitare improvvisi cali di zuccheri (non volevo mi svenisse davanti a tutti… a parte gli scherzi è sempre raccomandabile assumere qualcosa di dolce prima di farsi forare!) abbiamo segnato il punto da forare (con l’indispensabile supervisione di Antonella), poi l’ho fatta sedere con la testa appoggiata al muro per evitare movimenti durante l’inserimento dell’ago… e all’atto della foratura non sono mancati i mugolii “mmmmh…. mmmmh… ahi… ma fa male!!!” (pensavo ad Antonella che non ha fatto un fiato nemmeno quando le ho bucato l’elice) però la ragazza è stata ben ferma mentre io procedevo inserendo l’anellino e concludendo con l’applauso (non scherzo) di tutto il pubblico! Appena si è guardata allo specchio lo spaesamento della ragazza si è trasformato istantaneamente in un gran sorriso: il piazzamento del forellino è perfetto e lei si è subito voltata verso di me dicendomi “oooh che bello… è esattamente come lo volevo, grazie!!!!!”. Questo è un momento di soddisfazione impagabile in cui ti rendi conto che ne è valsa la pena, ora finalmente condividi la gioia sapendo che la persona che hai reso felice ricorderà sempre quegli attimi emozionanti.

Scherzando le ho detto che quando si deciderà per i lobi, anche se i fori da effettuare sono due sarà una semplice passeggiata al confronto con questo al naso! Certo, la scelta dipende da lei e magari i lobi non li vorrà bucare mai però qualcosa mi dice che probabilmente col tempo quegli orecchini che oggi magari ti sembrano banali perché li han tutte finirai per rivalutarli. Vedremo. Nel caso sarò ancora a disposizione 😉

Dopo quattro giorni il naso della mia vicina sta benone, lei è sempre più felice di averlo fatto e devo dire che le sta anche bene: ha il nasino e il visetto adatto, aggiunge un tocco di luce discreto ma non convenzionale a una ragazza carina col suo look acqua e sapone. Anche i suoi genitori lo pensano e ancora stamattina sua mamma mi ha ringraziato. Anche questo fa piacere. Curiosità: nemmeno la mamma della ragazza si è mai fatta bucare i lobi delle orecchie e chissà che magari la prossima non sarà proprio lei. Quando me l’ha fatto notare le ho detto che non c’è età e non è mai troppo tardi, chissà che non ci farà un pensierino prima o poi 😉

Ancora una volta spero di non essermi dilungato troppo, ringrazio chi è arrivato a leggere fin qui.

Ciao e arrivederci a presto!
🙂