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#11792 Risposta

Matteo

Angela e Giacomo, grazie, troppo buoni, adesso mi fate quasi arrossire! 🙂

Cara Angela, ancora una volta molto bello (e tenero) il ricordo di tua mamma di tante ragazze che andavano da lei a farsi bucare le orecchie accompagnate da un fidanzatino intimidito dalla cosa, ringrazia ancora tua mamma per queste piccole gemme di memoria storica e umana: si capisce con quanta passione ha svolto il suo lavoro per tanti anni. Carina la battuta sulla sala parto 🙂

E’ vero, avere bucato le orecchie alla mia ragazza per me è stata un’esperienza indimenticabile (vissuta due volte, prima per i suoi secondi buchi e poi più recentemente per quello all’elice) così come lo è stato fare i buchi a mia mamma (era la mia primissima esperienza con la foratura dei lobi, in pratica il motivo per cui sono finito su questa pagina cercando info quando mia mamma me lo aveva chiesto), però posso solo provare ad immaginare l’emozione di fare i buchi ad una propria figlia come è stato per tua mamma, per la mamma di Gina e per Teresa. So che se un giorno capiterà anche a me mi batterà forte il cuore. Però dico anche: se mi capiterà di essere papà di una ragazzina a cui non importerà nulla di mettere gli orecchini non cercherò mai di convincerla o anche solo di invogliarla: a ciascuno la scelta sul proprio corpo e la facoltà di decidere SE ed eventualmente QUANDO.

Giacomo, forse mi sono sbagliato affermando che durante la foratura del naso della vicina ho avuto il pubblico (non pagante) più numeroso di sempre perché avevo tanti occhi puntati dritti sulle mie mani anche quando ho bucato i lobi della nipotina di Antonella, però almeno in quel caso eravamo tutti fra parenti (tali considero ormai la sorella di Antonella e suo marito) anche se l’età della bimba, all’epoca soltanto 6 anni, era anche un’incognita ma la piccola desiderava così tanto questi orecchini che (a differenza della vicina che non ha fatto nulla per nascondere il dolore sentito mentre la narice veniva forata) non ha fiatato ed è rimasta ferma e paziente per tutta la procedura. Se mi chiedessero ancora di bucare le orecchie ad una bimba di quell’età credo che non me la sentirei ma nel suo caso, conoscendola bene, credo sia stato giusto fare un’eccezione.

Ho visto ancora la vicina neo-bucata questa mattina, grande sorriso, mi ha ragguagliata sul suo naso ma già al primo sguardo (assenza di gonfiore o arrossamenti) è evidente che tutto procede per il meglio. Per i fori attraverso la cartilagine vanno preventivati tempi di guarigione dilatati di circa tre o anche quattro volte rispetto a quelli dei lobi ma è difficile stabilire tempi certi anche se tutto fila via liscio perché con queste tempistiche lunghe tutto è soggettivo e la risposta di cicatrizzazione della piccola ferita varia da persona a persona. L’importante è essere molto pazienti, ci vuole perseveranza e cautela. Il foro all’elice di Antonella è assolutamente perfetto ma so di tante ragazze (anche di nostra conoscenza) che hanno tolto l’orecchino perché il buco “non guariva mai”. Questo a mio parere anche perché in troppi casi un foro nella cartilagine viene affrontato con leggerezza, pensando che tutto sia semplice come un normale foro al lobo (ci si aspetta che smetta subito di fare male, si smette troppo presto la routine di disinfezione quotidiana, si cambia troppo presto l’orecchino) invece la mia idea è che se non si ha pazienza è meglio evitare di farsi forare nelle parti cartilaginose, anche perché le eventuali infezioni sono molto più serie e difficili da trattare rispetto a quelle ai lobi e se non parti già ben determinata è meglio non andare verso potenziali rischi per la salute.

Arrivederci a presto!
🙂