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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11328 Risposta

Matteo

Ciao LaCarry,
sono d’accordo con ciò che ha già scritto Alba a proposito della memoria dell’Evento (ho usato apposta la maiuscola iniziale) della foratura dei lobi e dell’emozione per i primi orecchini: fare i buchi troppo presto alle bambine vuol dire privarle di una memoria importante che è anche un bel ricordo se vissuta nel modo giusto.
Aggiungo un particolare importante: fare i buchi a una bambina troppo piccola implica anche esporla al rischio che crescendo (e crescendo il suo lobo) il forellino finisca per trovarsi non più ben centrato come lo era all’inizio. Non è una certezza ma una possibilità secondo me da evitare. Sarebbe meglio aspettare almeno i cinque-sei anni (che è già molto presto) e solo se è la bambina stessa che esprime il desiderio degli orecchini davvero con convinzione, anche dopo essere stata debitamente informata che le farà un pochino male… anche se passa in fretta.

Non hai scritto quanti anni ha la tua cuginetta ma se è già abbastanza grande e vuole mettere gli orecchini sarebbe bello se anche tu l’accompagnassi a fare i buchi e a vivere assieme a lei l’emozione del momento.

Faccio anche per conto di Antonella a Gina che ci ospita e a tutti voi che leggete Auguri di una Pasqua serena con le vostre famiglie.

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Scrivo questo commento col cuore spezzato non solo per gli attentati di Bruxelles ma soprattutto per l’incidente che ha coinvolto il pullman dei ragazzi dell’Erasmus dato che io e Antonella conoscevamo personalmente una delle ragazze italiane che hanno perso la vita, una persona simpatica e socievole, piena di passione, di entusiasmo e di vita.
L’anno scorso quando ho fatto i secondi buchi ad Antonella e ne avevamo parlato assieme, le era piaciuto come le stavano e aveva detto che, chissà, magari prima o poi anche lei si sarebbe fatta aggiungere un paio di forellini in più fidandosi della mia mano. Non farò mai quei buchi sui suoi lobi ma soprattutto ci mancherà tanto il suo sorriso contagioso e quella voglia di vivere che esprimeva sempre.
Anche se non scrivo il suo nome per riservatezza e rispetto al dolore della famiglia non so se faccio bene a scrivere tutto questo ma mi è venuto in mente quel piccolo aneddoto che comunque è un pizzico di vita che abbiamo condiviso assieme e riguarda l’argomento di cui si parla in questa pagina e in qualche modo sentivo il bisogno di condividerlo.