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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11361 Risposta

Matteo

Ciao Gina e ciao Elena, benvenuta! 🙂

Mammamia, mi son perso qualcosina eh? Mi scuso con tutte e due visto che Gina aveva fatto il mio nome ma fino ad ora non avevo ancora letto. Scrivo qui e non sotto perché avete messo tanti post nel frattempo e lo spazio stava diventando strettino per la lettura 😉 Però complimenti a tutte e due: a Elena per la chiarezza con cui hai spiegato il problema e a Gina perché secondo me ci hai preso, individuando i due problemi che affliggono i lobi della nostra Elena.

Premetto che un parere medico (perché in questo caso lo è, ed è dermatologico) non può mai essere considerato sicuro se dato in base alla sola descrizione e non dopo visita del paziente per “toccare con mano” (nel caso di Elena toccare con mano è d’obbligo), dopo avere letto con attenzione quanto avete scritto nel frattempo mi sento di dare un parere di cui sono ragionevolmente certo.

I lobi di Elena soffrono di due distinti problemi entrambi causati dall’uso prolungato (oserei dire: prolungato oltremisura) degli orecchini a clip:

1) L’ispessimento interno che si percepisce premendo il lobo con le dita nel punto in cui solitamente poggiavano (e stringevano) le clips, cioè quella che Elena definisce “pallina più dura” interna è, come ha scritto Gina, causata dalla pressione delle clip ma credo non si tratti di vera e propria “cisti” bensì dell’esito cicatriziale dei ripetuti traumi interni ai tessuti del lobo che le clips troppo strette hanno provocato nel tempo. Di fatto non è nulla di diverso dall’ispessimento che, stringendo il lobo fra pollice e indice, può notare in corrispondenza del foro ogni persona che ha i buchi ai lobi già ben cicatrizzati. Solo che nel caso dei lobi forati si tratta della cicatrice che il tessuto forma attorno al piccolo “tunnel” del forellino, mentre nel caso di Elena il tessuto cicatriziale è probabilmente meno “netto” e forma una masserella interna indurita. Ho riscontrato lo stesso problema nell’ultima persona a cui ho bucato le orecchie: un’amica di vecchia data (e coetanea) di mia madre che ha portato gli orecchini a clip per decenni solo perché aveva fifa di farsi fare i buchi. Questa signora, a differenza di Elena, non soffriva di altri problemi cutanei ma i suoi lobi presentavano all’interno la masserella cicatriziale nel punto usuale di attacco delle clips. Prima di bucare eseguo sempre una “ricognizione” della condizione del lobo stringendolo tra le dita, essenziale per decidere il punto: infatti non è saggio andare a forare il tessuto cicatriziale perché la sua disomogeneità non solo renderebbe l’operazione di foratura più dolorosa e traumatica per la paziente, ma il rischio è di ottenere un foro non perfettamente dritto (esteticamente non gradevole quando si mettono orecchini a cerchio, che potrebbero assumere un’angolazione indesiderata, oltre alla possibilità che inserire e togliere gli orecchini risulti poi fastidioso o difficoltoso). La localizzazione in corrispondenza dell’indurimento va dunque evitata dalla persona che fora il lobo, ma questo non dovrebbe essere un problema! Come nel caso dell’amica di mia madre, il punto in cui vengono usualmente pinzati gli orecchini a clip non coincide con quello esteticamente ottimale per il foro (grosso modo a centro lobo, anche se ogni lobo è un caso a sé) ma di solito è più vicino alla guancia, così il lobo può essere tranquillamente forato proprio dove risulta esteticamente più gradevole evitando la massa cicatriziale interna.

2) Come ha giustamente intuito Gina, il fastidio superficiale con rapido episodio di arrossamento e prurito che aveva cominciato ad insorgere improvvisamente (e ovviamente tutt’ora presente in caso di utilizzo di orecchini a clip) è senz’altro una reazione allergica, effetto di una dermatite da contatto. Acquisita in modo analogo alle persone che si sono fatte forare i lobi e hanno poi scoperto (improvvisamente) di essere diventate intolleranti verso gli orecchini di bigiotteria. L’indiziato numero uno è il nichel ma si può essere intolleranti anche ad altri metalli (quelli più sicuri e biocompatibili quasi per tutti sono il titanio, l’oro, l’acciaio chirurgico e normalmente anche l’argento 925). Spesso gli orecchini a clip (anche se relativamente costosi) non sono fabbricati con gli stessi standard di sicurezza di quelli a buco perché si suppone (erroneamente) che non penetrando attraverso il corpo ma restando semplicemente aderenti alla superficie cutanea non possano creare problemi. A anni fa, quando non vigevano nemmeno regolamentazioni sul nichel-free, era ancora peggio!
Di fatto l’uso (anzi, abuso) quotidiano e prolungato di orecchini a clip che pinzano il lobo esercitando una forte pressione per molte ore consecutive ha progressivamente indebolito la cute dei lobi di Elena (vedi segno che restava “inciso sul lobo” dopo aver tolto gli orecchini e scompariva in un paio d’ore) cosicché il contatto con la lega metallica allergenica ha potuto esercitare l’azione sensibilizzante né più né meno che inserendo un orecchino di materiale non sicuro in un lobo forato, perché lo strato cutaneo così indebolito permetteva alla sostanza allergizzante di penetrare anche a livello dei piccoli capillari che vascolarizzano il lobo dell’orecchio.
Elena non ci ha scritto se la reazione di arrossamento e prurito è più marcata frontalmente o sul retro del lobo, ma scommetterei che sia più pronunciata davanti, dato che sul retro gli orecchini a clip hanno una “paletta” di chiusura più larga che “incide” meno.
La dermatite da contatto una volta acquisita ha effetto permanente, aggravata dall’indebolimento della cute in quel punto, quindi si presenterà sempre al contatto con la sostanza allergenica. Ma questo non esclude la possibilità di effettuare i fori (che anzi mi sentirei di consigliare a Elena se intende tornare a mettere degli orecchini, a patto che siano di metalli sicuramente biocompatibili, evitando per sempre la bigiotteria) perché, a differenza di quelli a clip, gli orecchini per lobo forato (mi raccomando, che siano leggeri) non premono e non stressano in alcun modo il lobo.

Una visita medica preventiva, anche “per dei semplici orecchini” non è MAI eccessiva. Forse che anche i lobi non sono una parte del nostro corpo?

Mi raccomando Elena, se deciderai di andare a farti fare i buchi ricordati di far presenti i problemi di cui hai sofferto al farmacista o alla persona che li eseguirà, anche per scegliere gli orecchini di foratura nel materiale più sicuro possibile. Sono disponibili anche in titanio, che ti consiglierei per iniziare. Per sicurezza però informati prima nella farmacia a cui ti rivolgerai.
Dopo, una volta effettuati i fori, come ti ha già consigliato Gina (ma il suggerimento viene dalla nostra amica Teresa), ti suggerisco di applicare anche il tea tree oil (è questo il nome esatto, si trova con facilità nelle erboristerie) per lenire e decongestionare, oltre alle cure e al disinfettante che ti verrà prescritto con le istruzioni che ti saranno date dalla persona che ti farà i buchi e che ti raccomando di seguire alla lettera.

Elena, Gina, sono stato lungo (beh, dovevo farmi perdonare l’assenza durante la vostra conversazione, spero di aver “rimediato” 😉 ) ma vorrei ancora far notare che questa storia ci insegna qualcosa. Elena ha scritto di non aver voluto far bucare i suoi lobi con l’intenzione di “preservarli”, salvo poi accorgersi che avrebbe fatto meno danni forandoli. Questo è vero: gli orecchini a clip sono un rimedio accettabile occasionalmente per la donna che non intende indossare regolarmente gli orecchini salvo qualche occasione speciale e sporadica, per cui pensa non valga la pena forare i lobi. Gli orecchini a clip sono come un rimpiazzo di fortuna ma non sono veri orecchini! Oltre a essere scomodi (ci sono donne come mia madre che raccontano di non averli mai sopportati perché dopo un po’ che li hai pinzati fanno persino venire mal di testa), facili da perdere (o stringono troppo o scappano via facilmente) ed esteticamente penalizzanti (le clips a volte si notano anche troppo, l’orecchino non resta mai centrato nel punto ideale del lobo), esercitano sul lobo un’azione tremendamente innaturale. Un lobo pinzato, insomma, è persino più “innaturale” di un lobo forato, sicuramente dal punto di vista della salute e del comfort della persona che indossa gli orecchini. C’è da stupirsi che gli orecchini a clip abbiano avuto qualche decennio di grande diffusione (come anche mia madre conferma) ma ci sarà un motivo se le donne hanno tradizionalmente forato i loro lobi e se, dopo qualche anno di appannamento, la foratura del lobo si è riproposta con prepotenza, diventando pressoché irrinunciabile 😉
Trovo che gli orecchini siano un bellissimo gioiello che dona a ragazze e signore un tocco aggiuntivo di femminilità e il lobo forato a mio parere è parte integrante del loro fascino e della tradizione.

Elena, un caro saluto e in bocca al lupo… facci sapere com’è andata!
Gina, anche a te un caro saluto e una bella pacca sulla spalla… complimenti per la diagnosi! 😉
A presto!