Menu Chiudi

Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11466 Risposta

Matteo

Ciao Gina.

Dei secondi fori alle orecchie della mia fisioterapista scriverò in un commento a parte (c’è una novità tecnica interessante che ho sperimentato per la prima volta).

Si, lo sapevo che in alcuni centri specializzati in piercing eseguono anche i comuni buchi ai lobi per gli orecchini con tecnica ad ago. E per quanto mi è stato detto lo fanno anche alcuni istituti di bellezza e centri estetici. Da Elena abbiamo appreso che ci si può rivolgere anche ad alcuni dermatologi (scelta non certo economica ma molto sicura). Non sapevo invece delle farmacie dato che in grandissima parte eseguono il servizio di foratura lobi col sistema Inverness, ma è interessante sapere che ve ne sono alcune in cui si può optare per l’ago “vecchia scuola” che specie per lavori con esigenze particolari (tipo fori aggiuntivi oppure su lobi “problematici” come quelli di Elena) offre la massima garanzia di accuratezza.

Come la penso sull’anestetizzazione del lobo l’ho già scritto (faccio notare che pure Teresa è della mia stessa idea): meglio non anestetizzare per non rischiare di compromettere l’angolazione del foro (ben evidente quando si indossano orecchini a cerchio) a causa dell’irrigidimento tissutale. Che risulta particolarmente evidente usando il ghiaccio normale o quello spray. Senza contare che, anche se il freddo rende l’operazione indolore, il trauma che si causa forando un tessuto irrigidito è maggiore e si sconta nella guarigione.
La mia idea è che chi è determinata a volere indossare gli orecchini è perfettamente in grado di sopportare un pochino di dolore (comunque rapido e non eccessivo) al momento del foro. L’ho visto anche in una bimba di soli 6 anni particolarmente determinata, la nipotina di Antonella! Meglio dunque sopportare un pochino di dolore al momento del foro e ottenere in cambio buchi eseguiti a regola d’arte da godere per il resto della vita 😉

Certo, farsi fare i buchi con l’ago (procedimento più lungo, anche se non così più doloroso come si potrebbe immaginare) richiede una determinazione che non è da tutti, quindi capisco la tua prozia… ma immagino il disappunto della sorella, che penso avrebbe desiderato effettuarle il lavoro con le sue mani 🙂