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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11483 Risposta

Matteo

Ciao, arrivo troppo tardi per rispondere a Maria Laura anche se come al solito gli ottimi suggerimenti di Gina l’hanno aiutata a riaprire i buchi sui lobi che apparivano perduti a causa del prolungato inutilizzo e che invece, come spesso accade, erano ancora lì.

Sono più perplesso per i 4 fori in zona cartilaginea eseguiti tutti in una sola volta. Ho notato da cose che mi sono state raccontate che i piercer professionisti sono molto competenti e affidabili dal punto di vista sanitario ma spesso non frenano la loro clientela dallo “strafare” che si traduce facilmente in situazioni assai poco confortevoli. Niente di male se si ha la costanza di seguire tutte le cure del caso e una buona dose di sopportazione ma… perché soffrire tanto quando sarebbe stato più comodo eseguire il lavoro in due o tre sedute distanziate nel tempo?

Sono d’accordo anch’io che nella galleria fotografica linkata da Maria Laura ci sono alcuni esempi (non tutti) di orecchie adornate con piccoli orecchini multipli davvero belli a vedersi e pensati con gusto. Antonella è ancora più d’accordo di me e infatti mi stressa perché le faccia il buco in alto sul padiglione con la tecnica ad ago canula anche ma io sinceramente sono ancora un po’ perplesso.

Invece sempre da Antonella viene un suggerimento utile per riaprire i buchi ai lobi che dopo tanto tempo senza orecchini appaiono tappati: oltre a mettere prima il lobo sotto l’acqua calda (come consigliato da Gina) e ovviamente avere disinfettato per bene (non si sa mai, c’è sempre il pericolo di micro-.lesioni in agguato), si può procedere applicando sul lobo un burrocacao (tipo Labello) e lo stesso su un ago preventivamente disinfettato che dovrà essere utilizzato per riaprire il foro non dalla parte della punta ma da quella della cruna (sceglierne preferibilmente uno dalla cruna stretta). Anche la cruna può essere cosparsa col burrocacao per favorirne lo scorrimento.. Il lavoro dovrà essere fatto con delicatezza e pazienza con l’aiuto di un’altra persona ma se il foro esiste ancora (si deve sentire il “duro” della cicatrizzazione delle pareti interne stringendo il lobo fra due dita) questo sistema funziona e non fa male. Antonella ha già aiutato un paio di amiche a riaprire i buchi in questo modo. Spero che il suggerimento possa essere utile ad altre persone in futuro.

Un caro saluto a Gina e a tutte le lettrici e lettori anche da parte di Antonella