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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11501 Risposta

Matteo

Ciao Sheila e ciao Gina 🙂

Sheila, anche tu sei stata super! Detto fatto, vedo che hai realizzato immediatamente il buon proposito di andare in farmacia a rifare i buchi. Hai fatto benissimo (come ti hanno confermato i commenti positivi di tante persone che ti conoscono) e da quello che leggo vedo che hai trovato anche una farmacista brava e scrupolosa. Approfitta della sua offerta di farti il primo cambio-orecchini perché da quanto sappiamo togliere le chiusure agli orecchini di foratura dell’Inverness è sempre complicato ed è sempre bene farsi aiutare da un’altra persona, meglio ancora se conosce già bene l’oggetto!

Ancora una volta sono colpito da quante storie si nascondono dietro i fori ai lobi. Purtroppo i tuoi giovani genitori avevano seguito i consigli dei vecchi e la tradizione (non gliene si può fare una colpa, con tua sorella minore hanno messo a frutto l’esperienza) e tu sei stata meno fortunata delle altre donne della famiglia oltre a non aver vissuto in prima persona l’emozione dell’applicazione dei tuoi primi orecchini come tua sorella. Però è bellissimo che il suo entusiasmo ti abbia fatto rivalutare il gioiello secondo me più affascinante e femminile, proprio perché illumina il viso. Questa seconda esperienza con i fori non sarà forse stata emozionante come se fosse stata la prima volta però fa piacere leggere che è stata positiva.

Raccontaci come procede il decorso dei tuoi nuovi buchetti e se incontri problemi nella guarigione non esitare a scriverci, saremo lieti di risponderti.

Gina, per quanto riguarda il maggior dolore procurato dall’ago il tuo ragionamento sotto è giusto (il procedimento è più lungo e la parte più fastidiosa è il successivo inserimento dell’orecchino) ma io volevo dire che per la persona che si sottopone alla foratura alla fine non è affatto detto che con l’ago il tutto risulti più sgradevole. Per questo, come avevo già scritto tempo fa, copiaincollerò l’esperienza scritta da Antonella (ha provato su di sé entrambe le tecniche prediligendo l’ago) che devo farmi dare di nuovo perché l’avevo sul mio portatile distrutto nell’incidente di moto. Credo che le parole di Antonella saranno utili a chi leggerà per capire meglio le differenze dal punto di vista della “paziente”.

Un caro saluto, a presto 😉