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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11523 Risposta

Matteo

P.S.
Anche io non so da quanto tempo sono in vigore regole più stringenti sulle qualità anallergiche degli orecchini utilizzati per la foratura però ho visto gli orecchini con cui hanno fatto i primi buchi ad Antonella (nonostante la brutta esperienza lei li conserva per ricordo) e posso dire che è chiarissimo il motivo per cui le avevano causato la reazione allergica: la doratura superficiale di quegli orecchini era di pessima qualità (motivo per cui all’epoca ti dicevano di non riutilizzarli una volta trascorso il periodo canonico di prima guarigione, infatti li chiamavano “pre-orecchini”) e infatti è bastato che Antonella li portasse solo per pochi giorni perché quella sottile placcatura dorata iniziasse a lasciare scoperto il materiale sottostante: un acciaio evidentemente NON di grado chirurgico ma contenente una certa quantità di nichel a cui, purtroppo, Antonella è allergica mentre sua mamma e sua sorella non lo sono, per cui a loro è andata bene nonostante la pessima qualità dei materiali.
Oggi la situazione pare molto migliorata. La qualità degli orecchini di foratura Inverness o Studex è molto buona (tanto che si possono continuare a riutilizzare a piacere) e anche il loro aspetto è molto migliorato: quelli che mettevano ai tempi delle pistole a scatto (non monouso e dunque oggi giustamente vietate) sembravano dei proiettilini. Ma non erano solo brutti: erano dei veri punteruolo con il perno molto più spesso rispetto a un orecchino normale e addirittura uno “scalino” lungo lo stelo (serviva come fermo per non calcare troppo la farfallina di chiusura stringendo il lobo). Ci credo che il colpo secco di quella maledetta pistola, seppure rapido, faceva piuttosto male! E il bello è che qualche gioielliere aveva pure il coraggio di reclamizzarlo come “sistema indolore”!

Mia madre invece si fece bucare per la prima volta i lobi già adulta (come la mamma di Antonella anche lei era passata attraverso gli anni in cui erano ancora di moda gli orecchini a clips) e anche se le pistole a scatto erano già diffuse, proprio per i motivi di cui ho detto sopra si lasciò convincere da un’estetista a farsi forare manualmente con l’ago, in modo da inserire fin da subito veri orecchini in oro anziché i famigerati “pre-orecchini”. Non era un sistema indolore ma non fingeva nemmeno di esserlo. Però almeno era sanitariamente corretto se praticato da una persona adeguatamente preparata. Infatti l’estetista le eseguì un buon lavoro… eccetto che per la posizione del foro, troppo basso (come si nota nelle sue vecchie foto) tanto che mia mamma non amava poi così tanto portare gli orecchini e i buchi le si son poi richiusi. Quando glieli ho rifatti, stavolta ben centrati, è diventata un’entusiasta degli orecchini e da allora li mette ogni giorno 🙂