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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11623 Risposta

Stefania

Posso essere sincera? a me la storia della tradizione ancestrale, del rito di passaggio, eccetera, non è mai piaciuta, forse mi ha persino infastidita. Per come sono fatta, detesto le cose che si fanno perché “si devono fare” o perché “si fanno così”. Detesto anche le cose “da maschi” e le cose “da femmine” che non abbiano un significato preciso ma che sono solo convenzioni sociali. Matteo l’ha detto chiaramente in un commento qua in giro: il buco alle orecchie su un uomo ha un significato completamente diverso che su una donna… ebbene da un lato è indubbiamente vero ma da un altro lato è pura convenzione sociale, che non ha altra spiegazione se non il detestato (per me) “si fa così”. Quindi quando amiche e compagne si presentavano con orecchini scintillanti ai lobi io ero contenta di non averli, non per essere diversa a tutti i costi ma per poter scegliere, per essere libera. Anche se vengo da una famiglia dove tutte le donne mettono gli orecchini (fa eccezione mia mamma, che ha fatto i buchi ma che li ha lasciati praticamente chiudere), sono contenta che mi abbiano lasciata sempre libera. E veniamo così a quando una ragazza che conosco si è presentata con tre buchi nuovi e io ho pensato che forse anche a me sarebbe piaciuto mettere gli orecchini, ma due per lobo (so che sono 4, ma io li penso come 2, cioè 2+2), perché mi piaceva come stavano sulle altre e perché amo le cose simmetriche. Così ho fatto, anche se ammetto che bucare due volte da parte a parte in un minuto un centimetro quadrato di pelle non è la migliore idea che ho avuto nella mia vita, quanto a dolore. Quanto alle reazioni, a parte qualcuno (amici maschi) che non si è nemmeno accorto, la maggioranza delle persone si è stupita, poi mi ha dato della pazza poi si è complimentata, in quest’ordine (“Stefy, hai messo gli orecchini?” “ma tu sei matta! due??” “stai bene, comunque”). Come prima ero contenta di non averli adesso sono soddisfatta di averli. Trovo che sia interessante parlarne (come qui) non perché faccia risuonare in me chissà quali corde ancestrali o rituali, ma per curiosità femminile e condivisione di esperienza (era questo che mi riferivo parlando di “un certo fascino”), insomma non per vederci significati simbolici ma per vederci vita e idee personali. Un mio amico che non ha minimamente apprezzato la mia scelta mi ha fatto una domanda: perché deve essere interessante procurarsi delle ferite sul corpo? è un modo strano di vedere piercing e buchi, ma devo ammettere non ho risposta da dargli, almeno non fino a quando non concordiamo sul concetto di ferita. E qui la parte di me che detesta le convenzioni è andata in difficoltà. Ok, mi sa che sto andando fuori tema e comunque mi sono dilungata troppo. Un salutone 😀