Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

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Matteo
Amministratore del forum

Buongiorno signora Selina,

anche io come Giacomo vorrei ringraziarla di cuore per avere condiviso con noi la sua esperienza. Davvero una bellissima storia la sua, molto particolare e molto sentita: l’ho letta con grande interesse. E’ vero, questa pagina sugli orecchini e i fori ai lobi è “anomala” e inaspettata, direi unica sul web ma è anche grazie a contributi come questo di Selina che è diventata straordinaria: qui si va dalla richiesta di informazioni (le più varie) a straordinari spaccati di vita vissuta come in questo caso.

Selina ha ragione: conosco abbastanza bene questa pagina per poter dire che il metodo di foratura manuale effettuato direttamente con l’orecchino d’oro appositamente affilato non era mai stato descritto né considerato qui.

A mia memoria solo una volta mi era capitato di sentir raccontare di buchi fatti “direttamente con l’orecchino” ma per mia superficialità ho pensato che in realtà fosse stato usato un ago e che la signora che raccontava un fatto di tanti anni prima (in quel caso subito dopo la guerra) non ricordasse più con precisione i dettagli della procedura: ho pensato: la tensione e l’emozione del momento, poi sono passati tanti anni! E così stupidamente non ho approfondito.
In effetti forando direttamente con l’orecchino (ciò che fanno le moderne “pistole” sia le vecchie a scatto, sia quelle attuali a pressione) si evita il doppio dolore dei due passaggi inserimento ago + inserimento orecchino il che, almeno per il foro al lobo, ha un senso. Però penso anche che un orecchino a cui è stata affilata la punta, per quanto acuminato, sarà sempre meno tagliente di un vero ago e dunque più doloroso se inserito a mano dato che occorrono almeno due-tre secondi per riuscire a trapassare tutti gli strati tissutali del lobo.

Selina, se ripassa di qui e se permette mi piacerebbe domandarle, in quei tempi (primissimi anni ’70), che tipo di clientela si rivolgeva a suo suocero chiedendo la foratura dei lobi dato che pare egli fosse esperto nella pratica ma, anche per quel che so io (confermato dai racconti di mia madre), la gran parte delle donne e ragazze hanno abbandonato gli orecchini “a clip” e ripreso in massa a farsi forare i lobi ta gli anni ’80 e ’90 proprio con la diffusione delle pistole foralobi.

Giacomo, a questo punto anche tu hai solleticato la mia curiosità: visto che ti sei fatto raccontare l’esperienza dei buchi ai lobi di tua mamma (immagino che sarà stata stupita ma felice di raccontarti questo episodio), ovviamente se tu vuoi, sarebbe bello che la condividessi in questa pagina: quanti anni aveva tua mamma, cosa l’ha spinta a decidere per i buchi, con quale criterio è stato scelto il gioielliere che ha effettuato la foratura e quali le impressioni (dolore, emozioni, soddisfazione) che ricorda. Erano molte le ragazze che conosceva tua mamma che decidevano di sottoporsi a questo tipo di operazione?

P.S. domani sarà il gran giorno del foro all’elice di Antonella, vi racconteremo poi com’è stata l’esperienza.

Saluti e a presto 😉