Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

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Matteo
Amministratore del forum

Ciao Giacomo,

hai una mamma molto giovane, suppongo sia stata tra le ultime ad essersi sottoposta a quel tipo di foratura delle orecchie. Grazie per averci raccontato anche la sua esperienza: molto molto interessante! Per una bambina di nove-dieci anni non deve essere stata una passeggiata ma immagino che la voglia di avere i suoi primi orecchini le abbia fatto sopportare di buon grado il dolore. Prima di leggere quanto ci ha raccontato Selina non conoscevo la tecnica di foratura manuale con orecchino appuntito (vedi, eri molto più informato tu) ma evidentemente le gioiellerie ne facevano uso prima della diffusione della pistola foralobi.
Anche mia mamma si è fatta bucare i lobi (la prima volta) negli anni ’80 anche se era più grande della tua e anche per lei non fu usata la pistola che già esisteva ma avendo visto sue amiche che avevano avuto problemi con il materiale spesso non anallergico degli orecchini che venivano “sparati” a quell’epoca lei preferì evitare orefici e profumiere e si rivolse a un’estetista che però i fori glieli fece con l’ago (i fori vennero eseguiti bene ma purtroppo collocati troppo bassi sul lobo, infatti quando poi glieli ho rifatti io glieli ho centrati perfettamente e gli orecchini ne risaltano e lei li porta molto più volentieri). Sono convinto che l’ago risulti meno doloroso perché molto più “scorrevole” nell’inserimento rispetto a un orecchino appuntito e nonostante la procedura ad ago sia più lunga e laboriosa richiedendo l’inserimento dell’orecchino successivamente all’ago. In entrambi i casi però vengono inseriti fin dall’inizio orecchini d’oro quindi molto più sicuri di quelli in metallo placcato usati con le pistole di una volta. Del resto sono anche sicuro che tua nonna per i lobi della figlia si sarà affidata ad un ottimo orefice.

Divertente che tua mamma ha pensato che volessi farteli tu quando le hai domandato dei suoi buchi alle orecchie 🙂 Ripeto, sarà poi stata felice di raccontarti queste memorie: ho constatato che per ogni donna quello dei primi fori ai lobi è sempre un ricordo importante.

Sabato pomeriggio ho forato l’elice dell’orecchio sinistro di Antonella, sotto gli occhi apprensivi di sua mamma de di un ancor più apprensivo papà. Antonella lo desiderava da tanto tempo e devo dire che è stata molto coraggiosa e paziente: farsi eseguire un foro attraverso la cartilagine è decisamente più doloroso rispetto al lobo e anche la cura che dovrà dedicargli è più laboriosa così i tempi di guarigione previsti sono molto più lunghi.
Comunque tutto è andato bene, Antonella ne è contentissima e devo dire che il piccolo orecchino che le ho messo (in titanio) le sta davvero bene… anche sua mamma e suo papà hanno approvato 🙂
Ora devo uscire e non ho tempo ma domani tornerò per descrivere questa esperienza (comunque positiva) più nel dettaglio.

Un saluto (anche a tua mamma) e a presto! 😉