Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

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Matteo
Amministratore del forum

Ciao, eccoci qua: come detto ieri sono tornato assieme ad Antonella che è qui con me per raccontare più in dettaglio l’esperienza della foratura dell’elice (bordo alto dell’orecchio) che ho effettuato sabato scorso all’orecchio sinistro di Antonella dove ho collocato un orecchino in titanio (in assoluto il materiale più biocompatibile) del tipo raffigurato qui:
http://www.bodyjewelleryshop.com/img/products/labret-stud-zls.jpg
in pratica si tratta di un gioiello per il piercing al labbro (stelo da 1,2 mm, cioè stesso diametro dei normali orecchini), con il piattello solidale con lo stelo e la pallina (con filettatura interna) che si avvita anteriormente, il che lo rende ideale per realizzare il foro utilizzando un ago cannula. Questo tipo di orecchino (come appreso da Maria Teresa che aveva raccontato la sua esperienza su questa pagina) è ideale anche per forare i lobi con l’ago cannula.
Per essere chiari, un foro come quello all’elice non deve essere effettuato con aghi comuni (la tecnica spiegata qua sopra nell’articolo scritto da Gina e che va bene solo per i lobi) ma è tassativo l’uso di un ago cavo. L’ago cannula è consigliabile perché facilita e rende meno traumatico l’inserimento del gioiello, che deve essere applicato inserendolo da dietro in avanti (cioè in direzione opposta rispetto all’azione dell’ago utilizzato per forare) facendolo scorrere con l’aiuto della cannula in materiale plastico che riveste l’ago.
Se per la foratura del lobo con ago cannula è opportuno utilizzare un ago cannula calibro 18 (colore verde) che corrisponde a un diametro esterno effettivo di 1,34 mm (leggermente più grande dell’orecchino che deve essere inserito), per un piercing attraverso la cartilagine dell’orecchio è consigliabile un calibro 16 (grigio) da 1,72 mm, sempre a parità di diametro dello stelo dell’orecchino da inserire (1,2 mm).
L’ago cannula, che presenta innumerevoli vantaggi per l’esecuzione di fori ai lobi e altri piercing, è concepito per uso sanitario (cateterizzazione venosa) e si acquista in farmacia.
Oltre ad esso consiglio l’utilizzo di guanti sterili in lattice per operare con sicurezza e il LUAN 1% gel uso chirurgico (tutto reperibile in farmacia) per lubrificare l’ago e favorirne lo scorrimento rendendo l’operazione di foratura più confortevole per la “paziente”.
A differenza dei fori ai lobi che canonicamente devono essere trattati (disinfettare il lobo e ruotare l’orecchino due volte al giorno) per 6 settimane per una prima guarigione e possibilità di sostituire l’orecchino, il foro attraverso la cartilagine deve essere trattato per 12-14 settimane, senza ruotare l’orecchino ed utilizzando per i primi giorni un sapone liquido antibatterico per detergere (tipo Lysoform, disponibile anche nei supermercati) e successivamente soluzione fisiologica sterile (in farmacia). Anche i tempi di definitiva rinsaldatura sono sensibilmente più lunghi che per i lobi e variano da persona a persona. E’ MOLTO IMPORTANTE considerare che la cartilagine, data la scarsa vascolarizzazione, è ben più difficile da trattare rispetto al tessuto del lobo e pertanto è sconsigliabile perforarla senza tutte le garanzie igienico-sanitarie e senza la dovuta comperenza ed esperienza. Ecco perché, nonostante avere già forato con successo parecchi lobi, prima di accontentare Antonella che mi chiedeva di effettuarle questo foro da tempo ho voluto ottenere tutte le informazioni necessarie da persone esperte ed informate.

Ed ora passo la parola ad Antonella che racconta le sue impressioni:

FA MALE?
Nonostante l’ago cannula lubrificato e l’ottima mano di Matteo il foro alla cartilagine provoca una sensazione completamente diversa rispetto a quello ai lobi: sicuramente è più doloroso (è comunque un dolore sopportabile, non più di quanto mi aspettassi) ma se il dolore della foratura passa subito va detto che a differenza dei lobi per i quali resta solo un senso di calore e di “pulsazione” che va via via diminuendo, il foro alla cartilagine continua a provocare un po’ di fastidio in modo abbastanza persistente nelle prime ore e in modo minore ancora nei primi giorni. Inoltre fa male se viene inavvertitamente urtato e per questo non si riese a dormire appoggiando quella parte sul cuscino e occorre inclinare la testa dal lato opposto. Per questo sconsiglierei chi lo desiderasse da ambo i lati dal farselo fare in una volta sola, meglio forare l’altra cartilagine quando il buco sul primo orecchio è già guarito e non vi dà più fastidio.

NE VALE LA PENA?
Lo desideravo da tanto tempo. Dico che se ti piace esteticamente e lo desideri assolutamente si, ne vale la pena eccome! E’ più impegnativo dei fori ai lobi e presuppone più pazienza e cure però secondo me è bellissimo e sono molto contenta che Matteo me l’ha finalmente fatto: è stato il più bel regalo che ho ricevuto per la laurea! 🙂

CHE REAZIONI HAI AVUTO DALLE PERSONE CHE TI CONOSCONO?
Il nuovo piercing è piccolo e discreto ma lo hanno notato quasi tutti, anche perché tengo i capelli raccolti sia perché mi piace metterlo in evidenza ma soprattutto per motivi igienici data la ferita fresca. Chi mi conosce sa che desideravo farlo e non si è certo stupito, mi è stato chiesto se me lo ha fatto Matteo e sono sempre orgogliosa di raccontare che anche questo buchetto è opera sua. I miei genitori hanno assistito all'”operazione” effettuata da Matteo e hanno subito approvato il risultato. Anche a mia sorella piace ma dice che lei non se lo farebbe mai perché non avrebbe la pazienza di starci dietro con la dedizione necessaria. Invece la mia nipotina (a cui “zio Matteo” aveva bucato i lobi quando aveva solo 6 anni) mi ha detto che quando sarà più grande lo vuole anche lei uguale… che tenera! 🙂

Un saluto a tutti e in modo speciale a Giacomo e Gina da Antonella & Matteo