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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11684 Risposta

-.-=dark_angel=-.-

Ciao. E’ da un po’ che seguo questa pagina anche se non ho mai scritto. Mi sono piaciute molto le discussioni sulle bellissime attrici del passato che non avevano i fori per gli orecchini (è vero, i buchi ai lobi sono tornati di gran moda a cavallo tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta) e la discussione sulla tipologia di orecchini da scegliere in base alla forma del viso. Ho anche amato i racconti personali che ho letto qua e là. Di questo argomento degli orecchini e dei buchi ai lobi non si parla mai molto però su di me ha sempre esercitato un fascino speciale su di me. Mia madre ha forato migliaia di orecchie per più di trent’anni nel suo negozio di profumeria e bijoux che ha avuto fino a 12 anni fa. Da bambina restavo ad osservare, come attirata magneticamente quando venivano a farsi fare i buchi, mia mamma faceva accomodare sulla seggiolina mentre preparava l’armamentario e poi procedeva con la pistola dopo aver disinfettato con cura e verificato assieme alla cliente il posizionamento dei fori. Mi è stato presto chiaro che gli orecchini erano qualcosa di speciale fra tutti i bijoux. Pur di poterseli mettere ragazzine e signore accettavano di sottoporsi ad una procedura che solo ad osservarla faceva palpitare anche me perché in quei momenti si respirava nell’aria il crescendo di tensione di chi stava per subire il brevissimo ma intenso dolore che si prova nel preciso istante in cui la pistola scatta. Poi immediatamente la tensione si scioglieva in un grande sorriso di soddisfazione e sollievo subito dopo quando mia madre porgeva lo specchio per ammirare il lavoro. Era brava lei a sdrammatizzare e rassicurare e le clienti le riconoscevano questa qualità, tornavano volentieri e molte a distanza di anni ricordavano ancora con piacere il giorno in cui mia madre le aveva fatto i buchi. Alcune clienti vari anni dopo hanno a loro volta accompagnando le loro figlie a fare i buchi. Infatti mia madre ha sempre detto che a forare le orecchie non si guadagna denaro ma si guadagna una cliente affezionata perché nulla fidelizza di più che averle lasciato un bel ricordo quando le hai bucato le orecchie. Credo che avesse ragione. Le piacevano molto gli orecchini e le piaceva proprio bucare i lobi, lo faceva con passione e le sue clienti le erano grate. L’ho sempre ammirata perché invece io non ne sarei mai capace di fare su un’altra persona qualcosa che le provochi del dolore anche se breve e contraccambiato subito da una gioia più grande innanzi allo specchio.
Pur avendo visto forare orecchie da quando ero piccolina io mi sono decisa tardi a fare il grande passo. Accompagnavo da mia madre le mie compagne di scuola per i loro primi buchi ma io non ne volevo sapere. Quando la mamma me lo chiedeva le dicevo che non mi interessava ma non era vero, ero (e sono) una fifona. Solo a 16 anni suonati mi sono fatta coraggio e le ho chiesto di bucarmi le orecchie. Non me ne sono mai pentita ma non ho mai più fatto altri buchi oltre i due classici, uno per lobo. Varie volte ho considerato un secondo buco ma non sono mai riuscita a decidermi.
Vorrei terminare spezzando una lancia a favore dei buchi fatti con la vecchia pistola a scatto perché magari faceva più male dei sistemi più moderni a pressione in uso oggi però non è lei la colpevole di tante infezioni e allergie. La colpa è di tanti negozianti avidi e disonesti che facevano cassa sulla pelle della clientela utilizzando meno costosi orecchini da foro “compatibili” invece di quelli originali. A mia madre li avevano proposti ma lei ha sempre rifiutato perché usava solo materiali certificati prima della Bergeon e poi della Studex e la soddisfazione di tante clienti nel corso degli anni parla da se’.
Grazie per avermi dato la possibilità di parlarne.

Angela