Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

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Matteo
Amministratore del forum

Ciao Angela e benvenuta! 🙂

La grafia del tuo nick intimorisce un po’, poi legendoti si intuisce che devi essere molto meno “dark” di quel che si potrebbe immaginare a prima vista. Ti ringrazio per avere scritto la tua personale esperienza (e quella di tua mamma, davvero notevole) a proposito dell’argomento che trattiamo su questa pagina. La tua storia è molto interessante, in particolare dal mio punto di vista: al contrario di me che ho scoperto solo per caso il fascino tutto speciale che ha il momento della foratura dei lobi, tu sei stata a contatto con questa pratica fin da bambina subendone la fascinazione osservando tua mamma al lavoro… ma ti ci sono voluti molti anni per trovare il coraggio di sottoporti tu stessa, il che è curioso specialmente in relazione all’ammirazione con cui parli di tua mamma.
Per puro caso io mi sono trovato a forare lobi (studio medicina e avevo già pratica con le iniezioni, che però sono tutt’altra cosa, quando mia madre mi ha chiesto di rifarle i buchi ai lobi e da lì ho iniziato dopo aver scoperto questa fantastica pagina creata alcuni anni fa da una ragazza che si chiama Gina), a differenza di tua mamma utilizzo la tecnica ad ago però il mix di emozioni contrastanti, palpabili, che tu hai ben descritto e che accompagnano l’atto della foratura dei lobi fino al lieto fine davanti allo specchio è lo stesso che ho vissuto anch’io tutte le volte che ho effettuato questa pratica. Non migliaia di volte come tua mamma, però come lei anche io ho piacere di bucare le orecchie alle persone che me lo chiedono e considero un privilegio accompagnarle attraverso un momento che si ricorda. Il sorriso e la soddisfazione di chi si guarda allo specchio per la prima volta con gli orecchini è impagabile. E lo è anche la complicità speciale che si crea fra chi esegue i fori e chi se li fa praticare. Ecco perché non mi stupisce che tante clienti di tua mamma ricordassero con piacere l’evento dopo tanti anni.

Come te sono tante le persone che, quando ne parliamo, dicono “io non ne sarei mai capace” rispetto all’effettuare una procedura che comporta un po’ di dolore per chi vi si sottopone (cosa peraltro comune nella pratica medica) ma nel caso della foratura delle orecchie non si tratta di far soffrire una persona, per quanto breve e sopportabile sia quel dolore, ma si tratta di darle la gioia per qualcosa di bello… che passa attraverso un momento emozionante e memorabile: se vissuto nel modo giusto ne resterà sempre un bel ricordo.

Ciò che hai raccontato dei negozianti poco scrupolosi che utilizzavano orecchini foralobo “compatibili” anziché quelli originali e certificati è molto interessante: la mia fidanzata, che è allergica al nichel, ha avuto una brutta esperienza in questo senso quando le fecero i primi buchi ai lobi. Mi ha mostrato gli orecchini che le erano stati applicati con la pistola (li conserva per ricordo) e pur avendoli indossati per brevissimo tempo la doratura superficiale si staccava! Inoltre è impressionante quanto erano spessi quegli orecchini che in pratica erano piccoli punteruoli: ci credo che ad inserirli faceva male, anche se lo scatto della pistola rendeva il tutto molto breve ma non certo “indolore” come si voleva far credere.

Un’ultima cosa ti volevo chiedere: hai scritto che tua mamma non ha più il negozio da 12 anni e che ha forato le orecchie per oltre trent’anni. Facendo un rapido conto ha iniziato a fare i buchi nella prima metà degli anni ’70 quando (almeno stando a ciò che mi ha raccontato mia mamma) l’idea di farsi bucare le orecchie per mettere gli orecchini era ancora fuori dai radar (probabilmente tua mamma vendeva parecchi orecchini a clip ai tempi). Sarei curioso di sapere come ha iniziato tua mamma, se lo sai o hai voglia di chiederglielo e raccontarci.

Saluti e buon fine settimana a tutti!
🙂