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Rispondi a: Buchi alle orecchie per orecchini: dove, come, quando

#11248 Risposta

Matteo

Ciao e Buon Anno a tutti, in special modo a Gina e alle quattro amiche, la bucatrice Teresa e le neo-bucate Carla, Marida e Stella! Complimenti a voi e grazie per avere condiviso la vostra esperienza da cui ho tratto anche interessanti suggerimenti (non si finisce mai di imparare dalle persone più esperte come Teresa!) come l’uso di un cubetto di patata appena tagliato che messo dietro il lobo (al posto del tappo di sughero) riceve la spinta dell’ago e come l’uso del tea tree oil come lenitivo post-foratura. Cose che ho “copiato” anch’io nel forare le orecchie di un’entusiasta cuginetta dodicenne a cui erano stati regalati i primi desideratissimi orecchini d’oro per Natale.
Sono così arrivato a forare il mio decimo lobo (cinque paia su altrettante “pazienti”) avendo affinato la tecnica anche parlandone con persone esperte del campo medico e dermatologico in particolare e in ultimo con le chicche della brava Teresa.

Una cosa che forse avevo dimenticato di scrivere in passato è che anch’io sono presto arrivato a preferire la foratura senza anestetizzare col ghiaccio (“a crudo”, come voi la definite) perché il lobo non raffreddato è sensibilmente più morbido da forare e si procura minore trauma anche se sul momento è certamente più doloroso, ma con molto meno fastidio e irritazione nelle ore successive! Con una buona mano e agendo con decisione e precisione il picco doloroso è questione di due-tre secondi al massimo incluso l’inserimento dell’orecchino che io (a differenza di Teresa) preferisco mettere subito facendolo immediatamente seguire all’ago per concentrare nel più breve tempo possibile le manovre dolorose. Capisco però il ragionamento di Teresa che dopo qualche minuto lasciato ad ago inserito può infilare l’orecchino in una ferita più stabilizzata, al prezzo però di causare una seconda sensazione dolorosa a distanza di pochi minuti dall’esecuzione del foro. Ci sono pro e contro, ma alla fine è sempre la buona mano che fa la differenza e permette che la nostra paziente si senta già bene una volta passata la sensazione di forte calore che si sente dopo bucate.

Per parte mia posso solo aggiungere che il sorriso soddisfatto e la gratitudine di una persona cara che si ammira per la prima volta allo specchio con gli orecchini che le hai appena messo forandole i lobi è qualcosa di prezioso che rafforza i legami tra la persona che ha eseguito i buchi e quella che è stata bucata.

Un saluto a voi e a tutte le persone che trarranno ispirazione dalle nostre esperienze!