Commenti traslocati da vecchio post [fori ai lobi per orecchini]

Fori ai lobi per orecchini Forum Esecuzione fori: domande e risposte Commenti traslocati da vecchio post [fori ai lobi per orecchini]

Questo argomento contiene 679 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Maria Teresa 1 anno, 5 mesi fa.

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  • #11614 Risposta

    Matteo

    Ciao Asia, grazie per essere tornata a raccontare anche l’esperienza della sorellina della tua amica con i suoi primi buchi 🙂
    Ribadisco, ottimo il servizio di fornire anche il disinfettante apposito assieme alla foratura dei lobi e sono contento che la guarigione stia procedendo bene per entrambe.

    Mi sono informato sul web e ho scoperto che la catena Claire’s negli USA è il posto più comune in cui recarsi per farsi bucare i lobi. Addirittura vanta 100 milioni di orecchie forate dal 1978 a oggi! Buono a sapersi, grazie anche a Vanessa per averci fatto conoscere questo servizio dato che Claire’s se non sbaglio esiste solo da pochi anni qui in Italia.

    Posso immaginare la tensione della dodicenne che era già mentalmente predisposta a sottoporsi alla foratura e invece ha dovuto rinviare per mancanza di un genitore ma questo denota scrupolosità e serietà dell’operatore. In compenso dopo sarà stato bello avere accanto sia la sorella maggiore che la mamma in un momento così importante ed emozionante: quello dei primi buchi sarà un regalo di compleanno che ricorderà tutta la vita!

    Ora godetevi i vostri nuovi orecchini e mi raccomando, continuate a curare i nuovi buchetti come vi è stato indicato… e senza fretta di cambiare gli orecchini di foratura prima del tempo! 😉

    #11615 Risposta

    Matteo

    Asia, mi sembra una decisione saggia. Intanto fai guarire bene i nuovi buchi e inizia ad abituarti al nuovo look con doppio foro. Poi con calma avrai sempre tempo in futuro per aggiungerne un terzo se ne avrai voglia e ti piacerà l’idea 😉

    #11616 Risposta

    Matteo

    Giacomo, sei davvero gentilissimo. Grazie ancora per tutto! 😉
    Sono contento che hai detto di noi a Gina e che tornerà prima o poi a trovarci. Questa pagina (con la bella community che la ha animata) è una “creatura” di cui Gina può andare orgogliosa.

    Stefania, grazie anche a te ma non ti sminuire: la tua presenza è preziosa, tu ed io possiamo contribuire con la nostra esperieza in modo diverso e complementare. E’ vero che io ho bucato parecchi lobi e mi sono fatto un’esperienza “tecnica” ma il tuo punto di vista di ragazza che ha “scoperto” solo recentemente il mondo degli orecchini, si è fatta fare i buchi (ben 4) di recente e si è appassionata non è meno importante!
    Proprio così: gli orecchini hanno un fascino tutto particolare e differente da tutti gli altri gioielli non solo perché caratterizzano il viso della persona che li porta ma perché per poterli indossare è necessario sottoporsi all’antico rituale della foratura dei lobi: una tradizione ancestrale tramandata fino alla nostra epoca che, secondo una statistica recente, qui in Italia coinvolge ben oltre il 90% della popolazione femminile. Eppure per ciascuna gli orecchini hanno un significato diverso come è diverso il momento in cui si è scelto di farsi fare i buchi (o di aggiungerne altri) e la motivazione. E così parlare di orecchini e di buchi è sempre interessante: dietro le storie individuali c’è sempre un universo di vita, di storia, di cultura, di costume e di motivazioni personali… e soprattutto di emozioni. Molti racconti scritti da chi ha frequentato questa pagina lo testimoniano.
    A mio parere nessun altro accessorio o elemento di abbigliamento possiede una tale ricchezza e fascino. E pensare che se un giorno mia madre non mi avesse chiesto di rifarle i buchi ai lobi (bizzarra richiesta!) non non me ne sarei mai accorto… e non sarei capitato su questa pagina 😉

    P.S. Stefania hai ragione, nelle mie orecchie non ci sono fori “artificiali”, non ho mai portato orechini (l’orecchino maschile mi sembra più affine al body piercing, non è paragonabile all’analogo femminile per tradizione, storia e significati e io non mi ci vedo) però ho avuto il privilegio di vivere più volte l’esperienza emozionante della foratura dei lobi attraverso le persone che si sono affidate a me e con cui poi, nel tempo, resta sempre un legame speciale di complicità. Questo avviene quando fai i buchi non per professione ma a persone molto care della famiglia, amiche, conoscenti che si fidano di te e te lo chiedono, come testimoniato anche da Gina e da Teresa.

    Ciao e arrivederci a presto 🙂

    #11617 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Stefania, il tuo contributo è importante eccome, se io mi metto nei panni di una persona che arriva qui la prima volta, leggere quello che hanno fatto altri prima di me è la cosa che mi interesserebbe più di ogni altra cosa.
    Condivido il fascino per gli orecchini, vederli indossati a casa è una cosa che mi ha sempre incuriosito da bambino e poi hanno una storia millenaria, usati da differenti civiltà del passato, mi fa pensare che se c’è una tradizione che non si è mai persa nei millenni è questa, in tutto il mondo.
    Grazie! Che te lo dico a fare, senza di voi io sarei perso 😉

    #11618 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Matteo, Gina mi ha anche accennato a una guida o uno scritto, non saprei di preciso, mi ha detto di darti carta bianca, se e quando vorrai, ovviamente a tuo nome, puoi anche modificare il post sopra. Non ci sono limiti di tempo.
    Saluti!

    #11619 Risposta

    Matteo

    E’ vero Giacomo, ti ringrazio moltissimo per la disponibilità a portare avanti quella idea di Gina. Lei infatti mi aveva proposto di risistemare un (lungo) commento che avevo scritto alcuni mesi fa sulla tecnica di foratura del lobo ad ago (contenente però alcune buone linee di comportamento valide qualunque metodo di foratura si scelga).
    Gina aveva ipotizzato di creare una pagina apposita su wx1 ma a me non piaceva disperdere tra due pagine diverse il patrimonio di commenti che è diventato un riferimento prezioso per lettrici e lettori in cerca di informazioni e così Gina mi aveva proposto di ripostare il commento adeguatamente risistemato da cui poi lei intendeva fare un PDF da linkare nell’articolo principale di questa pagina. Giacomo, ti sono grato se te ne occuperai tu di questo.
    Dato che quel commento era un po’ confusionario e nel frattempo l’ho riordinato per chiarezza e aggiunto alcuni link ad immagini esplicative ma non l’ho ancora pubblicato. Però vorrei aggiungere un paragrafo sulla foratura delle cartilagini (che presenta problematiche del tutto particolari rispetto al lobo) dato che parlando con persone competenti nel frattempo sono riuscito a chiarire alcuni dubbi che avevo su vari aspetti tecnici e per la guarigione del foro. Questo è il motivo per cui fino ad ora non ho mai effettuato il foro alla cartilagine (sull’elice, il bordo esterno alto dell’orecchio) che Antonella mi chiede da tempo e che le avevo promesso come regalo di laurea (ho già comprato l’orecchino apposito che le metterò). Dato che a breve Antonella farà da “cavia” (volontariamente eh 🙂 ) una volta fatta anche questa esperienza completerò lo scritto e lo metterò a disposizione qui nei commenti per poi essere trasformato, se lo riterrai opportuno, in PDF da linkare all’articolo qui sopra che è stato scritto e riveduto da Gina.

    Grazie ancora per tutto Giacomo 😉
    …e ancora un caro saluto a Gina.

    #11620 Risposta

    Matteo

    Ovviamente d’accordissimo sull’importanza del contributo di Stefania, come ho già scritto 😉
    Caro Giacomo, mi aggancio qui per una mia curiosità se ti va di aggiungere anche la tua esperienza. Come avrai notato leggendo i commenti passati qui oltre a scambiarsi informazioni “tecniche” e consigli sulla foratura dei lobi abbiamo avuto anche commenti interessantissimi di esperienze personali, storia e costume riguardanti gli orecchini e la tradizione di bucare le orecchie. Ci sono approcci e consuetudini diversissime a seconda delle epoche, delle tradizioni, dei contesti familiari e locali.
    Ho letto qui sopra che anche tu apprezzi gli orecchini e che ti hanno sempre incuriosito, fin da bambino, nel vederli indossati dalle donne di casa. Ti chiederei – se sei d’accordo – di raccontarci anche tu il tuo punto di vista (benché “dall’esterno”) parlandoci dell’uso degli orecchini nella tua famiglia e nel tuo contesto, se c’è sempre stata la consuetudine di farsi fare i buchi (nonne, zie…) o se gli orecchini a buco sono una “novità” degli ultimi decenni introdotta (o re-introdotta) dalle generazioni più giovani (nel dopoguerra molte donne preferivano le clips pur di non doversi forare i lobi) e in generale a che età le ragazze si fanno fare i buchi, come viene accolta la cosa in famiglia (anche in caso di eventuali orecchie multi-forate), etc.
    Trovo molto interessanti questi spaccati di costume. Pensa, io invece non avevo mai sentito alcuna fascinazione o curiosità verso gli orecchini finché mia madre non mi ha chiesto di rifarle i buchi, era una cosa a cui non facevo attenzione e non immaginavo nemmeno che la mia Antonella avesse un debole per gli orecchini finché non me lo ha raccontato lei quando mi ha chiesto di farle i secondi buchi appena saputo che avevo forato le orecchie di mia mamma.
    Invece nella famiglia di Gina c’è un ramo femminile che ha tenuto viva la tradizione della foratura dei lobi ad ago tradizionale in casa mentre suo papà non ha alcuna simpatia per la cosa. Teresa invece ci aveva raccontato di aver voluto i buchi alle orecchie quando nessuna ragazza li desiderava (era appunto l’epoca degli orecchini a clip, molte inorridivano alla sua decisione) e in seguito ha imparato lei stessa a farli con l’ago diventando un punto di riferimento nella sua comunità. E poi sono state raccontate tante altre storie…
    Se non ricordo male Giacomo, tempo fa avevi scritto che ti piace andare a scegliere gli orecchini per la tua ragazza assieme a lei (bello!) quindi se ti va di raccontarci qualcosa sono certo che non sarò l’unico a leggere con interesse 😉
    Ovviamente l’invito è esteso anche a Stefania!

    Grazie in anticipo e buona giornata 🙂

    #11621 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Figurati, per me è un piacere dare una mano 🙂 certo, si può fare in più modi, il pdf va benissimo per ridurre lo spazio ma si può anche modificare il post sopra, Gina mi ha dato l’ok.
    Quando avrai completato il lavoro vedremo con calma come inserirlo nel modo migliore. Sono sicuro che Antonella sa di essere in buone mani, in bocca al lupo per quando le farai il foro all’elice! 🙂

    #11622 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Da piccolo li vedevo alle cugine e compagne di scuola, mi domandavo se facessero male continuamente 😆 Mia mamma li ha sempre portati ma li ha fatti in oreficeria da ragazzina, le mie nonne anche li indossano continuamente, una di loro li porta sempre tranne d’estate, mi pare di ricordare che al mare non glieli vedo mai, l’altra nonna invece quando esce non se li fa mai mancare.
    Dato che ho solo fratelli, non ho mai avuto occasione di vederli fare direttamente. La mia ragazza li ha sin da piccola, e di orecchini ne abbiamo parlato la prima volta proprio quando l’ho portata a prenderne un paio come regalo per l’anniversario. L’idea del regalo mi è venuta proprio leggendo questa pagina 😀
    Tutte storie particolari e interessanti, non sapevo che Gina avesse questa tradizione in famiglia, pensavo fosse una cosa sua e basta. Deve essere una bella sensazione poterlo tramandare da nonna a mamma e poi a nipote. Anche se non l’ho mai provato posso immaginare l’entusiasmo anche di chi effettua i fori specie se a un’amica o persona di famiglia.

    Ciao ragazzi!

    #11623 Risposta

    Stefania

    Posso essere sincera? a me la storia della tradizione ancestrale, del rito di passaggio, eccetera, non è mai piaciuta, forse mi ha persino infastidita. Per come sono fatta, detesto le cose che si fanno perché “si devono fare” o perché “si fanno così”. Detesto anche le cose “da maschi” e le cose “da femmine” che non abbiano un significato preciso ma che sono solo convenzioni sociali. Matteo l’ha detto chiaramente in un commento qua in giro: il buco alle orecchie su un uomo ha un significato completamente diverso che su una donna… ebbene da un lato è indubbiamente vero ma da un altro lato è pura convenzione sociale, che non ha altra spiegazione se non il detestato (per me) “si fa così”. Quindi quando amiche e compagne si presentavano con orecchini scintillanti ai lobi io ero contenta di non averli, non per essere diversa a tutti i costi ma per poter scegliere, per essere libera. Anche se vengo da una famiglia dove tutte le donne mettono gli orecchini (fa eccezione mia mamma, che ha fatto i buchi ma che li ha lasciati praticamente chiudere), sono contenta che mi abbiano lasciata sempre libera. E veniamo così a quando una ragazza che conosco si è presentata con tre buchi nuovi e io ho pensato che forse anche a me sarebbe piaciuto mettere gli orecchini, ma due per lobo (so che sono 4, ma io li penso come 2, cioè 2+2), perché mi piaceva come stavano sulle altre e perché amo le cose simmetriche. Così ho fatto, anche se ammetto che bucare due volte da parte a parte in un minuto un centimetro quadrato di pelle non è la migliore idea che ho avuto nella mia vita, quanto a dolore. Quanto alle reazioni, a parte qualcuno (amici maschi) che non si è nemmeno accorto, la maggioranza delle persone si è stupita, poi mi ha dato della pazza poi si è complimentata, in quest’ordine (“Stefy, hai messo gli orecchini?” “ma tu sei matta! due??” “stai bene, comunque”). Come prima ero contenta di non averli adesso sono soddisfatta di averli. Trovo che sia interessante parlarne (come qui) non perché faccia risuonare in me chissà quali corde ancestrali o rituali, ma per curiosità femminile e condivisione di esperienza (era questo che mi riferivo parlando di “un certo fascino”), insomma non per vederci significati simbolici ma per vederci vita e idee personali. Un mio amico che non ha minimamente apprezzato la mia scelta mi ha fatto una domanda: perché deve essere interessante procurarsi delle ferite sul corpo? è un modo strano di vedere piercing e buchi, ma devo ammettere non ho risposta da dargli, almeno non fino a quando non concordiamo sul concetto di ferita. E qui la parte di me che detesta le convenzioni è andata in difficoltà. Ok, mi sa che sto andando fuori tema e comunque mi sono dilungata troppo. Un salutone 😀

    #11624 Risposta

    Matteo

    Ok, appena possibile vedremo insieme come sistemare quello scritto scegliendo la migliore opzione coi tuoi suggerimenti.
    Grazie Giacomo! 🙂

    Antonella è convintissima di essere “in buone mani”, sono io che prima di procedere voglio essere sicurissimo di non abusare della sua fiducia 🙂 🙂 🙂
    Crepi il lupo!

    #11625 Risposta

    Matteo

    Stefania, ceto che puoi essere sincera, anzi devi esserlo! 🙂
    Ti dirò che anzi ho trovato interessantissimo ciò che hai scritto e ti ringrazio per il tuo contributo. Sei una ragazza non scontata, con le tue personalissime idee (anche un po’ ribelle, se mi avessi ascoltato evitando di farti forare i lobi per due volte assieme avresti sofferto molto meno! 🙂 ) e non influenzabile da mode, convenzioni e cliché: lo si era già capito ma ne hai dato una ulteriore dimostrazione e questo è molto bello.
    Mi piace anche il modo tutto tuo che hai di intendere gli orecchini e, ne sono sicuro, ogni tuo modo di esprimerti. Anzi, credo di non sbagliare se affermo che il modo in cui hai scelto per tanto tempo di tenere i lobi integri e ad un certo punto di mettere gli orecchini (doppi, 2+2) riflette proprio il tuo modo di essere.
    Vorrei però chiarire una cosa perché penso di non essermi spiegato bene: quando affermo che per me nel fascino degli orecchini c’è anche la tradizione ancestrale mi riferisco alla constatazione (per me sorprendente) che una cosa “strana” come indossare un gioiello che richiede di “adattare” una parte del corpo per poterlo mettere non è una bizzarria ma una costante con pochissime eccezioni nelle epoche storiche, tra diverse civiltà (anche mai entrate in contatto tra loro) e tra diversi ceti sociali. In questo forse sono influenzato dagli studi etnologici e antropologici della mia fidanzata Antonella (non ha fatto studi sugli orecchini di cui è solo appassionata ma dai suoi studi ha acquisito un metodo che porta a storicizzare ogni manifestazione sociale).
    Sul detestare le cose che si fanno “perché si devono fare” forse a questo punto ti stupirò ma sono perfettamente d’accordo con te. Infatti, per stare dentro il nostro tema, penso non sia un caso se ad un certo punto del ‘900, per due-tre decenni nel dopoguerra il forarsi i lobi era caduto in disuso. Per forza: prima era un obbligo: donne che se li sono trovati imposti i buchi fin dalla prima infanzia hanno deciso di non farli più alle loro figlie (e hanno fatto bene) per lasciarle libere. E così pure nelle zone in cui era tradizione forare i lobi delle ragazzine col regalo dei primi orecchini d’oro in occasione della prima comunione o della cresima l’usanza (un ‘imposizione bella e buona) nel dopoguerra è fortunatamente caduta.
    Ma poi guarda un po’ cosa è successo: dopo due-tre decenni in cui erano in voga gli orecchini a clip le ragazze (prima le più giovani poi anche le donne più mature) sono tornate a forarsi i lobi e non perché qualcuno glielo ha imposto ma perché loro stesse lo hanno SCELTO, sia perché indossare gli orecchini nel lobo forato è più pratico, sia per evidenti motivi estetici poiché gli orecchini da inserire nei buchi sono più belli ed eleganti, sono gli orecchini “veri” e non un surrogato come erano quelli con le clips.
    Oggi per fortuna qualunque ragazza e donna è libera di scegliere se portare o no gli orecchini (una donna può essere altrettanto femminile anche senza buchi ai lobi, punterà su altri dettagli che si confanno maggiormente alla sua personalità) e non è obbligatorio avere i buchi così come non è imposto il numero di fori (un tempo era rigorosamente uno per lobo) né la loro collocazione (lobo, trago, elice, etc.), né se farli in numero e modo simmetrico o asimmetrico tra le due orecchie: è un fatto di SCELTA del tutto personale ed è bello così.
    Ma anche se le motivazioni personali, come hai dimostrato anche tu Stefania, sono le più diverse immaginabili, il legame dell’oggetto orecchino con una tradizione che ce lo ha portato fino a noi esiste (e per me è affascinante) ma nulla ha a che vedere con obblighi o convenzioni.
    Allo stesso modo è fuori di dubbio che la storia dell’orecchino maschile o femminile (e il modo in cui viene percepito) è differente ma io non ho nulla in contrario rispetto ai maschi che decidono di portare uno o più orecchini (alche fra i miei amici qualcuno li ha, e stanno bene se sono armonici con la personalità di chi li indossa) ma semplicemente io non mi ci vedo, non sentirei l’orecchino parte di me. Tutto qui.
    Quanto al “rito di passaggio” è una cosa di cui mi sono reso conto forando i lobi a tante persone: quel momento ha qualcosa di speciale, è “iniziatico”: si crea un legame speciale fra la persona che esegue i fori e quella che si sottopone all’intervento (specialmente se c’è un legame affettivo o di amicizia): c’è un prima e c’è un dopo con l’emozione di vedersi per la prima volta allo specchio con la luce del viso accentuata da quei due piccoli orecchini. Anche per questo ogni volta che qualcuno me lo chiede sono felice di essere stato scelto per la forare le orecchie perché considero un privilegio partecipare a quel momento di emozione (a volte prima c’è un po’ di timore ma alla fine c’è sempre tanta gioia) che resta nella memoria.

    Quel che è certo è che dietro gli orecchini si nascondono tante storie, scelte, emozioni e, come dicevi tu Stefania, “è sempre interessante parlarne, che si abbiano o non si abbiano, che si progettino o che si siano già fatti”.
    Chiedo scusa se mi sono dilungato troppo ma la discussione che si è innescata era troppo interessante e desideravo chiarire il mio punto di vista.

    Ciao e a presto 🙂

    #11626 Risposta

    Matteo

    Grazie Giacomo per il tuo personale racconto.
    Sono sorpreso di quanto tu, fin dall’infanzia, fossi stato colpito dagli orecchini e dall’osservazione di chi li indossava. Se ci ripenso per me non significavano niente: gli orecchini era una cosa che vedevo senza badarci assolutamente, non colpivano in alcun modo la mia fantasia. E poi invece si sono rivelati interessantissimi e affascinanti in modo del tutto inaspettato quando per un caso (quella richiesta di mia madre) ho iniziato a forare i lobi. All’inizio mi ci sono approcciato in modo non diverso dal fare un’iniezione (sono capitato su questa pagina facendo ricerche per comprendere meglio il da farsi) ma mi sono accorto subito che c’era molto di più, che le due cose sono completamente diverse per il legame emotivo che si crea ogni volta tra la persona che esegue i fori e quella che ha deciso di farseli fare. Con la gioia e la soddisfazione di entrambe nell’ammirare il risultato finale!
    Anche Gina ha parlato più volte di questo, ad esempio qui (raccontava di quando sua mamma le ha fatto i buchi):
    http://www.wx1.org/ricaricablog/2010/05/buchi-alle-orecchie-per-orecchini-dove-come-quando.html#comment-21232

    e poi ancora qui (quando è stata lei ad eseguire i fori ad un’amica e al suo ragazzo, mettendo a frutto le conoscenze apprese dalle donne di famiglia):
    http://www.wx1.org/ricaricablog/2010/05/buchi-alle-orecchie-per-orecchini-dove-come-quando.html#comment-21917

    (notare che la tecnica in uso nella famiglia di Gina per la foratura ad ago tradizionale prevede l’uso del ghiaccio per anestetizzare un poco il lobo prima di forarlo, invece io preferisco non anestetizzare per non indurire i tessuti del lobo: l’ago entra meglio ed è più semplice imprimere la direzione voluta e anche Teresa è d’accordo con me in questo)

    Infine, trovo sia bellissimo che tu abbia deciso di regalare alla tua ragazza proprio gli orecchini per l’anniversario ispirato proprio da questa pagina!!!

    Ciao 🙂

    #11627 Risposta

    Matteo

    P.S.

    Stefania: “[domanda di un amico:] perché deve essere interessante procurarsi delle ferite sul corpo? è un modo strano di vedere piercing e buchi, ma devo ammettere non ho risposta da dargli, almeno non fino a quando non concordiamo sul concetto di ferita. E qui la parte di me che detesta le convenzioni è andata in difficoltà.”

    Non so che cosa tu abbia risposto alla fine a quel tuo amico. Personalmente avrei trovato del tutto sensata la sua obiezione fino a qualche anno fa, quando ero del tutto indifferente agli orecchini e non ne sentivo minimamente il fascino. Infatti quando mia madre mi chiese di rifarle i fori (e sono capitato la prima volta su questo sito) ci tenevo a non deluderla però l’approccio con cui mi sono posto non era diverso da quello di chi si accinge a fare un’iniezione.
    Cosa c’è di interessante a “procurarsi ferite sul corpo”? La differenza è che un buco all’orecchio non è una semplice ferita che ti procuri inavvertitamente e nemmeno un’iniezione che ti fai per necessità. Ma è una tua decisione per esprimere te stessa attraverso qualcosa di bello, che per te ha significato. E di conseguenza ha un suo fascino.
    Per come la vedo io questo fascino viene da lontano (questo è il bello anche se non ce ne rendiamo conto) perché è arrivato a noi da una tradizione plurimillenaria (l’uso degli orecchini e dei fori per inserirli ha magari avuto momenti di appannamento ma non si è perso nella storia) però è interessante notare che in ogni epoca si è ri-attualizzato di pari passo con la società e infatti oggi più che mai gli orecchini (e i modi di portarli) sono parte dell’espressione individuale e delle scelte (anche non-convenzionali) di ciascuno. Dunque tutt’altro che una semplici “ferite”!
    😉

    #11628 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Sarà perché sono un osservatore curioso per natura, anche se non ho mai chiesto o mi sono mai interessato delle storie che c’erano dietro, gli orecchini di parenti, compagne e anche insegnanti mi colpivano sempre da piccolo. Poi leggo qui e mi si apre un mondo affascinante.
    Grazie dei link ai commenti!
    Guarda un po’ quante cose non sapevo della cara collega Gina 😀 18 anni, non era tanto piccola, ecco la prova che si può scegliere se e quando fare i fori ai lobi anche in una famiglia che lo fa per tradizione in casa. A me vengono i brividi solo all’idea di dover forare il lobo di qualcuno, ammesso che sapessi farlo, ghiaccio o meno, faccio i complimenti a te Matteo e dovrò farli a Gina, come li farò a Teresa semmai capiterà che sarò ancora delegato della pagina se ripasserà di qua.

    Volevo farle una sorpresa ma non sapevo cosa prenderle, così siamo andati insieme, lei li ha scelti e io ho solo saldato il conto in cassa ma vederla felice ha reso felice me il doppio.

    ps: commento recuperato. Quanto è capriccioso WordPress, prende come spam anche i link ai commenti dello stesso sito e poi mi pubblica bello in chiaro lo spam vero e proprio.

   
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