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Commenti traslocati da vecchio post [fori ai lobi per orecchini]

Fori ai lobi per orecchini Forum Esecuzione fori: domande e risposte Commenti traslocati da vecchio post [fori ai lobi per orecchini]

Questo argomento contiene 679 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Maria Teresa 3 mesi fa.

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  • #11629 Risposta

    Matteo

    Eh si, caro Giacomo… anche la nostra Gina appartiene a quello che lei stessa ha battezzato scherzosamente come il “club delle non tanto bambine a farsi i primi fori” nonostante essere cresciuta in una famiglia in cui di fori ai lobi in casa ne ha visti fare parecchi. Pensa che una sua prozia, come ci ha raccontato, si è decisa di punto in bianco a farsi fare i buchi all’età di 70 anni e la mamma di Gina l’ha accompagnata a farli in una profumeria (fino a qualche anno fa molte profumerie che vendevano bijoux foravano i lobi con la pistola) perché la prozia detestava gli aghi! Come vedi non è mai troppo tardi! 🙂
    Tra le persone che hanno chiesto informazioni su questa pagina ci sono parecchie signore che hanno deciso per i loro primi buchi da grandi, anche “over 60” (le amiche di Teresa ad esempio) ma ciò non stupisce perché chi si accinge magari dopo anni di ripensamenti è ancor più portato a cercare preventivamente informazioni.

    Giacomo, sfidando Word Press e sperando che i link non siano ancora confusi con lo spam ti vorrei indicare alcuni interventi che ti possono interessare e soddisfare qualche curiosità sul nuovo mondo che ti si è aperto grazie a questa pagina.
    Inizio con Beppe che passò di qua raccontandoci dei tempi che furono nel contesto rurale in cui è cresciuto (non l’ha scritto ma suppongo qui al nord) quando non era la ragazza a scegliere quando farsi i buchi ma venivano imposti per tradizione in momenti precisi:
    http://www.wx1.org/ricaricablog/2010/05/buchi-alle-orecchie-per-orecchini-dove-come-quando.html#comment-22000
    (anche se personalmente sono per la libera scelta è una testimonianza interessante sotto il profilo storico e di costume – in pratica è il riassunto di tutto ciò che detesta Stefania 🙂 )

    Poi ancora l’interessantissimo racconto personale di Teresa:
    http://www.wx1.org/ricaricablog/2010/05/buchi-alle-orecchie-per-orecchini-dove-come-quando.html#comment-21339

    E infine (ammetto che qui sono “di parte” 🙂 ) quello della mia Antonella:
    http://www.wx1.org/ricaricablog/2010/05/buchi-alle-orecchie-per-orecchini-dove-come-quando.html#comment-21842

    Credo che venerdì o sabato farò ad Antonella il buco all’elice che tanto desidera e che le avevo promesso (con annesso orecchino) come regalo di laurea. E’ la mia prima esperienza di foratura attraverso una cartilagine. Vi racconteremo le impressioni di bucatore e bucata 🙂

    Spero che stavolta Word Press sia clemente ma intanto ti ringrazio per l’altro commento che hai recuperato 😉

    #11630 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    70 anni?? Incredibile, non lo immaginavo che tante signore si facessero i fori la prima volta in questa età, l’ho sempre visto un passaggio legato all’infanzia o adolescenza. Invece il “click” per decidersi arriva a tutte le età. Ed è diverso per ciascuna. Ora sono sicuro che se ne sentirà ancora parlare di questo club 😀

    Commento recuperato e link corretto, Non c’è problema. WordPress fa sempre il contrario di quello che io mi aspetto, tipo bloccare solo i link esterni e solo se sono ripetitivi, cioè lo spam.

    Che bello il racconto di Beppe, mi pare di immaginarla la scena vissuta a quell’epoca e il clima familiare in cui si cominciava a preparare il tutto per fare i lobi a una delle bambine. La cosa bella di oggi è non solo che tutto questo è sopravvissuto ma che chi porta avanti questa tradizione ha eliminato l’unico fattore fastidioso, quello che spiega Stefania, il rito obbligatorio a una certa età, ma anche se fatto in casa ogni ragazza può scegliere se e quando.

    Anche la storia di Teresa, che ragazza coraggiosa a farselo in controtendenza rispetto alla moda dei tempi. In barba a tutti gli sguardi e opinioni degli altri, è bello quando si è così determinati nel realizzare un desiderio piccolo o grande.

    Letta anche l’esperienza di Antonella, e do ragione a quello che scrive Gina nel commento subito dopo. Fare i secondi fori alla propria ragazza, che impresa indimenticabile. Questa cosa dei doppi fori mi ha ricordato i lobi di una mia amica del liceo, lei li aveva del tutto asimmetrici, non aveva seguito una linea a scalare ma si era fatta tre fori quasi a formare un triangolo, e ci metteva dei brillantini, non so come si chiamano, credo fossero orecchini molto piccoli.
    Di nuovo in bocca al lupo e vai tranquillo, farai un ottimo lavoro.

    A presto ragazzi!

    #11631 Risposta

    Matteo

    Mille grazie Giacomo, come sempre gentilissimo e disponibile!!! 🙂

    Direi che dopo questa full-immersion attraverso i post che ti ho linkato sei veramente entrato in sintonia con lo spirito anche emozionale che anima questa pagina creata da Gina 😉
    Sono veramente felice che anche tu ne sia stato contagiato, del resto la tua curiosità ti aveva già ben predisposto fin da bambino: dillo a Gina quando la senti (con un caro saluto da Antonella e da me), ne sarà orgogliosa.

    Hai ragione, forare i lobi della propria ragazza è un’esperienza unica: ho iniziato a percepire che quella giornata sarebbe stata molto speciale quando con Antonella siamo andati in una gioielleria a scegliere gli orecchini che le avrei messo ai secondi buchi (piccolissime palline d’oro) e avvertivo in Antonella un clima di trepidazione contagioso.
    Oggi mi sembra incredibile che per tanti anni che ci conoscevamo io e lei non avevamo mai nemmeno accennato all’argomento orecchini, finché mi si è aperto un universo sconosciuto.
    Immagino quando tu sei andato assieme alla tua ragazza a scegliere gli orecchini che le hai regalato per l’anniversario e forse ti ha parlato per la prima volta di quando si è fatta fare i buchi da bambina (anche Antonella aveva solo 10 anni quando si è sentita pronta): tu avevi tante curiosità fin dall’infanzia ma non avevi mai osato domandare… e invece alle ragazze fa un gran piacere parlarne, quando ci interessiamo di queste cose 😉
    Se un giorno la tua ragazza avrà desiderio di aggiungere un altro forellino alle sue orecchie potrai accompagnarla e vivere assieme a lei quest’esperienza e la gioia del primo sguardo davanti allo specchio.

    Crepi il lupo e a presto 😉

    #11632 Risposta

    Matteo

    P.S.
    Provo a sfidare ancora una volta Word Press con un link (ma esterno): per caso i tre orecchini sui lobi della tua amica del liceo assomigliavano a quelli che ha sul lobo questa ragazza della foto?
    http://s1.r29static.com/bin/entry/334/x,80/1671459/image.jpg

    Se è così era molto originale e avanti sui tempi perché quel tipo di collocazione dei fori (detta “a costellazione”) è una tendenza nuovissima che Antonella mi ha fatto notare poco tempo fa sul web. Ad essere onesto non l’ho mai vista dal vero. Il lobo deve essere abbastanza spazioso ma la mia impressione è che sia un espediente per “salvare” con una composizione sfiziosa un precedente foro mal posizionato.

    Spero di non essere costretto a chiederti di recuperare anche questo post dal cestino dei rifiuti di Word Press 🙂

    Ciao e ancora grazie!!!

    #11633 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Ho imparato un’altra cosa, già. Se vorrà fare i doppi fori non mancherò di accompagnarla, almeno ora credo che mi coinvolgerebbe più volentieri 🙂

    #11634 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Bravo! Sono quasi identici, la mia amica credo li avesse un po’ più distanziati ma la disposizione è quella. Saranno 4 anni circa che non ci vediamo più di persona ma in tutta le ragazze che ho conosciuto a scuola, li aveva solo lei così.

    Ciao ragazzi!

    #11635 Risposta

    Selina Rasero

    Salve…sono arrivata su questo sito per cercare di risolvere un problema con la segreteria telefonica TIM a cui ho ottenuto subito una gentilissima e ottima risposta con le istruzioni ma poi la mia attenzione è stata colpita dalla colonna a destra che mostrava i collegamenti a questa discussione sugli orecchini che non mi aspettavo di vedere un sito di telefonia. Incuriosita ho letto l’articolo e mi sono fatta una bella “scorpacciata” di commenti…non tutti ma parecchi…già che l’argomento dei buchi alle orecchie è molto insolito ma interessante per me.
    Anche io avrei una storia particolare al riguardo…forse può interessare. Dico subito che io ho 72 anni e a modo mio appartengo anche io al club delle “non più tanto bambine” per farsi i primi fori ma ai miei tempi non era strano…se i genitori non tegli avevano fatti fare da piccola per tradizione di famiglia ( non è il mio caso) nella mia generazione i buchi ce li siamo fatte tutte da grandi e qualcuna non segli è propio mai fatti. A noi la moda ci aveva convinte che erano moderni gli orecchini a clips e l’idea dei buchi non ci sfiorava…sembrava legata al passato (le mie nonne cegli avevano ma già a mia mamma non erano stati fatti). Senonchè qualche mese prima di sposarmi a Natale del 1971 mio suocero (era titolare di una gioielleria a Torino a sua volta ereditata dal padre che oggi ormai non esiste più) mi ha fatto vedere due bellissimi orecchini “tappabuco” col brillante con una montatura antica in platino a graffette e la chiusura avvitata a bulloncino sul perno. Mi ha detto: Selina, te li voglio regalare…mi farebbe piacere se li metti al matrimonio ma non sei obbligata a accettarli. Gli ho fatto notare che non avevo i buchi pensando che megli avrebbe modificati a clips. No Selina, mi ha detto…sono orecchini di brillante appartenevano a mia mamma e con le clips li rischieresti di perdere e la bellezza sarebbe guastata…se accetti il dono i buchi te li faccio io.
    Avrei potuto non accettare…all’inizio degli anni ’70 nessuna si faceva fare i buchi anche perchè i gioiellieri non avevano ancora in dotazione le pistole da foralobo che poi si sono diffuse vari anni dopo ma…in quel momento ha prevalso il mio spirito avventuroso e poi mi sono innamorata di quei due orecchini capendo quanto erano importanti per mio suocero e quanto sarebbe stato contento di darli a me. Il mio futuro marito non ne sapeva niente e si è arrabbiato col padre li’ per li’…pensava che mi avesse fatta sentire in obbligo…invece io ci ho pensato bene (i miei genitori non erano entusiasti ma mi han lasciata libera di scegliere) e…in un pomeriggio freddo di gennaio del 72 ero in negozio ad affidarmi alle mani esperte di mio suocero per i buchi con la curiosità di chi fà una roba fuori dal comune ma ero anche molto timorosa. La tecnica con cui mi sono state bucate le orecchie mi pare che qui non se ne sia mai parlato…invece di usare un ago mio suocero con una lima appuntiva bene l’estremo del gambo liscio di un paio di orecchini d’oro a perno…la classica pallina…e poi a mano li premeva direttamente sul punto da forare fino a trapassare il lobo dopo aver ben disinfettato lobi e orecchini e usando il classico turaciolo di sughero come appoggio sul dietro del lobo dell’orecchio. Aveva una bella mano sicura e questi buchi megli ha fatti bene ma se dicessi che in fondo non è stato poi tanto doloroso direi una bugia. Ha fatto male sul momento…specialmente il secondo dei due buchi…che dolore…ma ero contenta di avere fatto una cosa fuori dell’ordinario per i tempi e non me ne sono mai pentita…da subito mi sono innamorata di come mi stavano quegli orecchinetti che una volta guariti i buchi non mi davano nessun fastidio a portarli e stavano belli come sospesi magicamente proprio in centro al lobo…il concetto di “punto luce” che poi sarebbe diventato un classico.
    Ho ricevuto un misto di opinioni contrastanti dopo essermi fatta bucare le orecchie (a Torino nel 1972 la cosa non passava inosservata! ) chi mi ha detto sei matta…e chi trovava bellissimi gli orecchini da buco e mi diceva che ero stata molto coraggiosa a scegliere di farmi fare i buchi.
    Poi però in aprile al matrimonio con quei brillanti antichi ai lobi e i capelli tirati su ho fatto un figurone e tutti mi han fatto i complimenti…i due orecchini illuminavano il mio visetto e attiravano l’attenzione…mi piace ancora vederli nelle fotografie di quel giorno ma ormai li tengo in cassetta di sicurezza. Invece gli orecchini d’oro con cui mi sono stati fatti i buchi cegli ho ancora e li indosso ancora sovente…sono un ricordo caro di mio suocero. Lui non ha mai voluto utilizzare la pistola da foralobo anche quando la adoperavano tutti gli altri gioiellieri perchè era convinto che a mano andava più preciso e gli piaceva mettere subito un’orecchino d’oro ma aveva ragione…dagli anni 80 in poi c’eran tante clienti che venivano apposta a farsi bucare le orecchie da lui per evitar la pistola: anche se era più doloroso meglio stringere i denti un attimino ma non rischiare l’allergia!
    Mia figlia ha fatto 6 buchi nelle orecchie (tre per lobo…ma da tanti anni ne mette solo due per parte) di cui solo i primi due glieli aveva fatti il nonno e sono stati quelli che non le hanno mai dato problemi…perfetti da subito e mai un’infezione…come anche i miei.
    A me è piaciuto leggere le esperienze degli altri…spero che non vi ho annoiato.

    Cordiali saluti

    #11636 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Salve Selina, che storia meravigliosa ci ha raccontato, grazie!
    Io sono imbranato sulle tecniche di foratura, non so molto, ma quella usata dal suocero di cui scrive penso sia una delle più classiche delle oreficerie di un tempo. Mia mamma lo fece così, me lo sono fatto raccontare proprio in questi giorni. Prendevano un orecchino con il perno a punta e lo utilizzavano per forare al posto dell’ago, ci credo che fa un po’ male ma almeno finisce tutto in un passaggio, non bisogna togliere l’ago e infilare un altro perno dell’orecchino.

    E’ stato bello leggere la Sua esperienza 🙂

    #11637 Risposta

    Matteo

    Buongiorno signora Selina,

    anche io come Giacomo vorrei ringraziarla di cuore per avere condiviso con noi la sua esperienza. Davvero una bellissima storia la sua, molto particolare e molto sentita: l’ho letta con grande interesse. E’ vero, questa pagina sugli orecchini e i fori ai lobi è “anomala” e inaspettata, direi unica sul web ma è anche grazie a contributi come questo di Selina che è diventata straordinaria: qui si va dalla richiesta di informazioni (le più varie) a straordinari spaccati di vita vissuta come in questo caso.

    Selina ha ragione: conosco abbastanza bene questa pagina per poter dire che il metodo di foratura manuale effettuato direttamente con l’orecchino d’oro appositamente affilato non era mai stato descritto né considerato qui.

    A mia memoria solo una volta mi era capitato di sentir raccontare di buchi fatti “direttamente con l’orecchino” ma per mia superficialità ho pensato che in realtà fosse stato usato un ago e che la signora che raccontava un fatto di tanti anni prima (in quel caso subito dopo la guerra) non ricordasse più con precisione i dettagli della procedura: ho pensato: la tensione e l’emozione del momento, poi sono passati tanti anni! E così stupidamente non ho approfondito.
    In effetti forando direttamente con l’orecchino (ciò che fanno le moderne “pistole” sia le vecchie a scatto, sia quelle attuali a pressione) si evita il doppio dolore dei due passaggi inserimento ago + inserimento orecchino il che, almeno per il foro al lobo, ha un senso. Però penso anche che un orecchino a cui è stata affilata la punta, per quanto acuminato, sarà sempre meno tagliente di un vero ago e dunque più doloroso se inserito a mano dato che occorrono almeno due-tre secondi per riuscire a trapassare tutti gli strati tissutali del lobo.

    Selina, se ripassa di qui e se permette mi piacerebbe domandarle, in quei tempi (primissimi anni ’70), che tipo di clientela si rivolgeva a suo suocero chiedendo la foratura dei lobi dato che pare egli fosse esperto nella pratica ma, anche per quel che so io (confermato dai racconti di mia madre), la gran parte delle donne e ragazze hanno abbandonato gli orecchini “a clip” e ripreso in massa a farsi forare i lobi ta gli anni ’80 e ’90 proprio con la diffusione delle pistole foralobi.

    Giacomo, a questo punto anche tu hai solleticato la mia curiosità: visto che ti sei fatto raccontare l’esperienza dei buchi ai lobi di tua mamma (immagino che sarà stata stupita ma felice di raccontarti questo episodio), ovviamente se tu vuoi, sarebbe bello che la condividessi in questa pagina: quanti anni aveva tua mamma, cosa l’ha spinta a decidere per i buchi, con quale criterio è stato scelto il gioielliere che ha effettuato la foratura e quali le impressioni (dolore, emozioni, soddisfazione) che ricorda. Erano molte le ragazze che conosceva tua mamma che decidevano di sottoporsi a questo tipo di operazione?

    P.S. domani sarà il gran giorno del foro all’elice di Antonella, vi racconteremo poi com’è stata l’esperienza.

    Saluti e a presto 😉

    #11638 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Quando le ho chiesto degli orecchini mi ha domandato se avevo intenzione di farli anche io e mi ha guardato davvero strano 😆 ma poi le ho spiegato che era solo una curiosità, le ho parlato del regalo di anniversario per la mia ragazza, una parola tira l’altra e mi ha raccontato un po’. Li fece ai tempi della comunione e sì, penso che il periodo fosse quello dei primi anni ’80. Dove è andata a farli era il negozio in cui spesso la nonna andava a servirsi quando doveva acquistare qualche prezioso, specie in occasioni importanti. E avevano degli orecchini d’oro appositi per forare i lobi alle bambine, da come me li ha descritti credo che erano fatti apposta dall’orefice con la punta del perno ad ago. Dolore ne ha sentito eccome.
    Spero sia andato tutto bene ragazzi.
    Allora a presto! Saluti anche ad Antonella!

    #11639 Risposta

    Matteo

    Ciao Giacomo,

    hai una mamma molto giovane, suppongo sia stata tra le ultime ad essersi sottoposta a quel tipo di foratura delle orecchie. Grazie per averci raccontato anche la sua esperienza: molto molto interessante! Per una bambina di nove-dieci anni non deve essere stata una passeggiata ma immagino che la voglia di avere i suoi primi orecchini le abbia fatto sopportare di buon grado il dolore. Prima di leggere quanto ci ha raccontato Selina non conoscevo la tecnica di foratura manuale con orecchino appuntito (vedi, eri molto più informato tu) ma evidentemente le gioiellerie ne facevano uso prima della diffusione della pistola foralobi.
    Anche mia mamma si è fatta bucare i lobi (la prima volta) negli anni ’80 anche se era più grande della tua e anche per lei non fu usata la pistola che già esisteva ma avendo visto sue amiche che avevano avuto problemi con il materiale spesso non anallergico degli orecchini che venivano “sparati” a quell’epoca lei preferì evitare orefici e profumiere e si rivolse a un’estetista che però i fori glieli fece con l’ago (i fori vennero eseguiti bene ma purtroppo collocati troppo bassi sul lobo, infatti quando poi glieli ho rifatti io glieli ho centrati perfettamente e gli orecchini ne risaltano e lei li porta molto più volentieri). Sono convinto che l’ago risulti meno doloroso perché molto più “scorrevole” nell’inserimento rispetto a un orecchino appuntito e nonostante la procedura ad ago sia più lunga e laboriosa richiedendo l’inserimento dell’orecchino successivamente all’ago. In entrambi i casi però vengono inseriti fin dall’inizio orecchini d’oro quindi molto più sicuri di quelli in metallo placcato usati con le pistole di una volta. Del resto sono anche sicuro che tua nonna per i lobi della figlia si sarà affidata ad un ottimo orefice.

    Divertente che tua mamma ha pensato che volessi farteli tu quando le hai domandato dei suoi buchi alle orecchie 🙂 Ripeto, sarà poi stata felice di raccontarti queste memorie: ho constatato che per ogni donna quello dei primi fori ai lobi è sempre un ricordo importante.

    Sabato pomeriggio ho forato l’elice dell’orecchio sinistro di Antonella, sotto gli occhi apprensivi di sua mamma de di un ancor più apprensivo papà. Antonella lo desiderava da tanto tempo e devo dire che è stata molto coraggiosa e paziente: farsi eseguire un foro attraverso la cartilagine è decisamente più doloroso rispetto al lobo e anche la cura che dovrà dedicargli è più laboriosa così i tempi di guarigione previsti sono molto più lunghi.
    Comunque tutto è andato bene, Antonella ne è contentissima e devo dire che il piccolo orecchino che le ho messo (in titanio) le sta davvero bene… anche sua mamma e suo papà hanno approvato 🙂
    Ora devo uscire e non ho tempo ma domani tornerò per descrivere questa esperienza (comunque positiva) più nel dettaglio.

    Un saluto (anche a tua mamma) e a presto! 😉

    #11640 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    46 anni quest’anno. Shhh… facciamo finta che non l’ho scritto però, acqua in bocca 😀 Si è sposata a 22 anni.
    Sì, sembra che la prima volta con gli orecchini non se la scordi nessuno, anche dopo anni e anni, non so come abbia fatto a quell’età ma ha sopportato bene il dolore. Sarà l’anticipazione euforica per come si immaginava davanti allo specchio.
    Anche per la presa, forse l’ago è più comodo per l’esecutore di un piccolo orecchino, fatto manualmente intendo.
    Applausi ad Antonella! E complimenti a te, avere l’approvazione dei suoi è un successo, non me ne intendo per niente ma se fare i fori ai lobi è già di per se un’operazione delicata sulla cartilagine lo sarà ancora di più.
    Ci sentiamo ragazzi 🙂

    #11641 Risposta

    Matteo

    Appunto Giacomo, hai una mamma giovanissima e di certo molto simpatica, diciamolo pure forte 🙂

    Antonella ed io le mandiamo un saluto

    #11642 Risposta

    Matteo

    Ciao, eccoci qua: come detto ieri sono tornato assieme ad Antonella che è qui con me per raccontare più in dettaglio l’esperienza della foratura dell’elice (bordo alto dell’orecchio) che ho effettuato sabato scorso all’orecchio sinistro di Antonella dove ho collocato un orecchino in titanio (in assoluto il materiale più biocompatibile) del tipo raffigurato qui:
    http://www.bodyjewelleryshop.com/img/products/labret-stud-zls.jpg
    in pratica si tratta di un gioiello per il piercing al labbro (stelo da 1,2 mm, cioè stesso diametro dei normali orecchini), con il piattello solidale con lo stelo e la pallina (con filettatura interna) che si avvita anteriormente, il che lo rende ideale per realizzare il foro utilizzando un ago cannula. Questo tipo di orecchino (come appreso da Maria Teresa che aveva raccontato la sua esperienza su questa pagina) è ideale anche per forare i lobi con l’ago cannula.
    Per essere chiari, un foro come quello all’elice non deve essere effettuato con aghi comuni (la tecnica spiegata qua sopra nell’articolo scritto da Gina e che va bene solo per i lobi) ma è tassativo l’uso di un ago cavo. L’ago cannula è consigliabile perché facilita e rende meno traumatico l’inserimento del gioiello, che deve essere applicato inserendolo da dietro in avanti (cioè in direzione opposta rispetto all’azione dell’ago utilizzato per forare) facendolo scorrere con l’aiuto della cannula in materiale plastico che riveste l’ago.
    Se per la foratura del lobo con ago cannula è opportuno utilizzare un ago cannula calibro 18 (colore verde) che corrisponde a un diametro esterno effettivo di 1,34 mm (leggermente più grande dell’orecchino che deve essere inserito), per un piercing attraverso la cartilagine dell’orecchio è consigliabile un calibro 16 (grigio) da 1,72 mm, sempre a parità di diametro dello stelo dell’orecchino da inserire (1,2 mm).
    L’ago cannula, che presenta innumerevoli vantaggi per l’esecuzione di fori ai lobi e altri piercing, è concepito per uso sanitario (cateterizzazione venosa) e si acquista in farmacia.
    Oltre ad esso consiglio l’utilizzo di guanti sterili in lattice per operare con sicurezza e il LUAN 1% gel uso chirurgico (tutto reperibile in farmacia) per lubrificare l’ago e favorirne lo scorrimento rendendo l’operazione di foratura più confortevole per la “paziente”.
    A differenza dei fori ai lobi che canonicamente devono essere trattati (disinfettare il lobo e ruotare l’orecchino due volte al giorno) per 6 settimane per una prima guarigione e possibilità di sostituire l’orecchino, il foro attraverso la cartilagine deve essere trattato per 12-14 settimane, senza ruotare l’orecchino ed utilizzando per i primi giorni un sapone liquido antibatterico per detergere (tipo Lysoform, disponibile anche nei supermercati) e successivamente soluzione fisiologica sterile (in farmacia). Anche i tempi di definitiva rinsaldatura sono sensibilmente più lunghi che per i lobi e variano da persona a persona. E’ MOLTO IMPORTANTE considerare che la cartilagine, data la scarsa vascolarizzazione, è ben più difficile da trattare rispetto al tessuto del lobo e pertanto è sconsigliabile perforarla senza tutte le garanzie igienico-sanitarie e senza la dovuta comperenza ed esperienza. Ecco perché, nonostante avere già forato con successo parecchi lobi, prima di accontentare Antonella che mi chiedeva di effettuarle questo foro da tempo ho voluto ottenere tutte le informazioni necessarie da persone esperte ed informate.

    Ed ora passo la parola ad Antonella che racconta le sue impressioni:

    FA MALE?
    Nonostante l’ago cannula lubrificato e l’ottima mano di Matteo il foro alla cartilagine provoca una sensazione completamente diversa rispetto a quello ai lobi: sicuramente è più doloroso (è comunque un dolore sopportabile, non più di quanto mi aspettassi) ma se il dolore della foratura passa subito va detto che a differenza dei lobi per i quali resta solo un senso di calore e di “pulsazione” che va via via diminuendo, il foro alla cartilagine continua a provocare un po’ di fastidio in modo abbastanza persistente nelle prime ore e in modo minore ancora nei primi giorni. Inoltre fa male se viene inavvertitamente urtato e per questo non si riese a dormire appoggiando quella parte sul cuscino e occorre inclinare la testa dal lato opposto. Per questo sconsiglierei chi lo desiderasse da ambo i lati dal farselo fare in una volta sola, meglio forare l’altra cartilagine quando il buco sul primo orecchio è già guarito e non vi dà più fastidio.

    NE VALE LA PENA?
    Lo desideravo da tanto tempo. Dico che se ti piace esteticamente e lo desideri assolutamente si, ne vale la pena eccome! E’ più impegnativo dei fori ai lobi e presuppone più pazienza e cure però secondo me è bellissimo e sono molto contenta che Matteo me l’ha finalmente fatto: è stato il più bel regalo che ho ricevuto per la laurea! 🙂

    CHE REAZIONI HAI AVUTO DALLE PERSONE CHE TI CONOSCONO?
    Il nuovo piercing è piccolo e discreto ma lo hanno notato quasi tutti, anche perché tengo i capelli raccolti sia perché mi piace metterlo in evidenza ma soprattutto per motivi igienici data la ferita fresca. Chi mi conosce sa che desideravo farlo e non si è certo stupito, mi è stato chiesto se me lo ha fatto Matteo e sono sempre orgogliosa di raccontare che anche questo buchetto è opera sua. I miei genitori hanno assistito all'”operazione” effettuata da Matteo e hanno subito approvato il risultato. Anche a mia sorella piace ma dice che lei non se lo farebbe mai perché non avrebbe la pazienza di starci dietro con la dedizione necessaria. Invece la mia nipotina (a cui “zio Matteo” aveva bucato i lobi quando aveva solo 6 anni) mi ha detto che quando sarà più grande lo vuole anche lei uguale… che tenera! 🙂

    Un saluto a tutti e in modo speciale a Giacomo e Gina da Antonella & Matteo

    #11643 Risposta

    Giacomo (wx1.org)

    Ciao ragazzi!

    Assomiglia a un’intervista questo commento. Grande idea! Mi spiace non darvi soddisfazioni sul lato tecnico, la mia esperienza con gli aghi inizia e finisce con l’unica volta in cui mi sono rammendato una scucitura alla manica di una maglietta. Tutto il resto è tabù.
    Grazie Antonella per tutte le informazioni dettagliate, qualche interessato anche ai piercing troverà altra linfa su questa pagina. Siete molto affiatati come coppia, ottima cosa. E hai già un’altra prenotazione Matteo 🙂 la nipotina di Antonella non vedrà l’ora di crescere.

    Saluti!

   
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